A Selhurst Park se lo ricordano molto bene David De Gea, uno che quando vedeva il Palace si esaltava. L’acchiappa-aquile, per le parate da hall of fame fatte contro il club del sud di Londra, torna da spauracchio per un popolo intero, quello delle Eagles. «Ho giocato tante volte contro il Crystal Palace, è un campo difficile il loro e attaccano con grande intensità» ha detto nel post-Verona il portiere della Fiorentina, pronto a tornare un incubo per l’impianto che sorge nel quartiere di Croydon.
Per diciannove volte ha affrontato il Crystal Palace con la maglia dello United, 13 vittorie, tre pareggi e tre sconfitte, appena 14 reti subite, mentre in 9 occasioni è uscito dal campo con la porta inviolata (è la squadra contro cui ha collezionato più clean sheet in carriera).
A Selhurst Park non dimenticano soprattutto un intervento contro qualsiasi legge della fisica per opporsi a un colpo di testa a botta sicura di Benteke, che stava già esultando. Non si dimenticano neanche i guantoni dello spagnolo sull’Fa Cup alzata al cielo di Wembley, contro il Palace, nel maggio 2016. Proprio da Wembley – era il 3 giugno 2023, altra finale di Fa Cup persa contro il City, nel giorno del suo addio ai Red Devils, a Londra: 1041 giorni dopo De Gea torna per giocare una gara ufficiale in Inghilterra, dove rimane un’icona, e uno dei portieri più forti nella storia della Premier.
Sì perché, paradossalmente, una grossa novità di formazione potrebbe riguardare proprio lo spagnolo: che nei precedenti due turni contro Jagiellonia e Rakow era stato seduto, a riposo, sostituito da Luca Lezzerini prima e Oliver Christensen poi (con una comparsata nel secondo tempo del playoff di ritorno contro lo Jagiellonia dovuta all’infortunio di Lezzerini). Con l’avanzare della competizione, complice anche la situazione più stabile in campionato, si va verso un ristabilimento delle gerarchie anche tra i pali: e così dovrebbe essere Christensen, inserito un mese fa in lista Uefa per i problemi fisici di Lezzerini e titolare nelle due sfide degli ottavi, ad accomodarsi in panchina.
Questa novità rappresenta anche un cambiamento (quantomeno parziale) delle priorità della Fiorentina: da quando è arrivato Fabio Paratici è stato chiaro come la Conference rappresentasse un impegno marginale rispetto alla disperata rincorsa alla salvezza, che ancora non è matematica ma è più vicina. E quindi ecco che è il momento di riguardare anche ai giovedì europei, usati finora per dare minutaggio a chi ha giocato di meno e una pausa ai titolarissimi. Adesso però, anche la Conference può tornare a essere roba di De Gea. Lo scrive il Corriere dello Sport.
