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Nicoletti: “Inutile creare alibi sugli assenti. Kean? Senza Mondiale ha solo la Conference per mostrarsi”

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Nicoletti: “Inutile creare alibi sugli assenti. Kean? Senza Mondiale ha solo la Conference per mostrarsi”

Redazione

4 Aprile · 14:15

Aggiornamento: 4 Aprile 2026 · 14:15

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Nicoletti non ha peli sulla lingua: dalla sfida a Verona, passando per la condizione di Kean, fino alla critica a Palladino

Intervenuto a Lady Radio, Nicoletti ha analizzato il momento della Fiorentina a poche ore dalla sfida contro il Verona.
Sulla fase decisiva della stagione: “Da adesso in poi serve una riflessione seria. Ci aspettano otto partite di campionato senza soste, a cui speriamo di aggiungerne altre cinque in coppa: è come un romanzo giallo che si decide tutto nelle ultime tredici gare. Stasera si gioca alla pari, inutile cercare scuse sugli assenti. Questa squadra deve raggiungere i suoi obiettivi: dopo sei mesi così così, ora bisogna chiudere bene. L’anno scorso, con tante cosiddette riserve, abbiamo battuto 3-0 l’Inter: quindi certi discorsi lasciano il tempo che trovano. E oggi non ha più senso parlare di titolari e panchinari, ma di chi rende e chi no”.

Poi il focus su Moise Kean: “Dopo l’eliminazione della Nazionale mi sono chiesto in che condizioni tornerà a Firenze, perché per lui questo è un momento chiave. Il Mondiale è sfumato e le occasioni per mettersi in mostra diminuiscono. Ora deve dimostrare tutto sul campo: può scrivere una pagina importante della sua carriera, aiutando la Fiorentina a salvarsi con tranquillità e magari vincendo una coppa, che qui manca da tempo. In questo momento non ha alternative”.

Infine una stoccata a Palladino: “Dalle sue parole di questa mattina mi sarei aspettato un po’ più di riconoscenza. Gli auguro di arrivare ai livelli di Pep Guardiola, ma resta uno che a Firenze ha fatto esperienza per poi cercare altro. I 65 punti sono un dato, ma vanno contestualizzati: aveva a disposizione una delle rose più forti degli ultimi anni. In un momento complicato per il calcio italiano, forse poteva evitare certe uscite. È vero che il club non ha accolto alcune sue richieste, ma il sesto posto ha comunque portato in Conference: il salto di qualità atteso non c’è stato”.

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