Ma questo è un altro discorso. Che guarda più avanti, che riguarda l’Italia che sarà, mentre qui interessano e contano i destini della squadra viola impegnata in una dura lotta per la salvezza: l’apporto in quantità e qualità del “nuovo” Ndour può diventare determinante. È così dall’inizio del 2026, da quando è stato ridisegnato il profilo della stagione per la Fiorentina e per Ndour, con cambio di orizzonte nelle ultime settimane, in cui davvero il centrocampista ha saputo dare un’altra dimensione di se stesso e con essa un altro rendimento per trasformarsi in una certezza a disposizione di Vanoli: certezza composta di sostanza e affidabilità, caratteristiche indispensabili per il traguardo che stanno inseguendo De Gea e compagni. La riprova domani a Verona, non perché Mandragora è alle prese col problema al polpaccio e libera un posto lì nel mezzo, ma perché nel reparto mediano che ha in Fagioli il regista ispiratore, la concretezza di Ndour nelle due fasi di gioco è ciò che mancava alla Fiorentina e di cui non si può più fare a meno. A meno di Cher: che intanto pensa al viola e poi penserà anche all’azzurro. Lo scrive il Corriere dello Sport.
Non solo Kean. In questa (ultima) sosta ormai agli sgoccioli, c’è stato un altro nome che dal viola della Fiorentina ha preso tonalità di colore differenti verso l’azzurro dell’Italia: Cher Ndour. Protagonista con la squadra di Vanoli per esserlo poi con quella di Baldini negli impegni della Under 21 e adesso di nuovo con la prima, adesso cioè domani a Verona contro l’Hellas in una partita che determinerà inevitabilmente un pezzo non residuale della stagione e la Fiorentina è ben felice di ritrovare uno dei calciatori più in forma del panorama violazzurro.
Tutto nasce dalla capacità del centrocampista classe 2004 di essere nazionale e internazionale insieme, grazie ad un significativo background di livello europeo per le esperienze accumulate giovanissimo con Benfica, Paris Saint-Germain, Braga e Besiktas, e non a caso la sua crescita ha avuto lo sfogo ideale e quasi naturale nella Conference League per meritare la fiducia totale di Vanoli anche in campionato: e non solo per esigenze o infortuni degli altri. Il merito è dei numeri, delle presenze (25 in campionato e 9 in Conference) e dei gol (2 in Serie A, 3 in coppa) che Ndour ha saputo mettere le une accanto agli altri fino a diventare riferimento del centrocampo della Fiorentina. Proprio la sosta del campionato ha ulteriormente rafforzato la sua dimensione, che per lui sosta non è stata con la convocazione di Silvio Baldini nella Under 21 azzurra, in cui ha impreziosito il periodo felice andando a segno sia con la Macedonia del Nord che con la Svezia: per la cronaca, c’era arrivato portandosi dietro la rete dell’1-1 segnata alla capolista Inter. Tre reti in tre gare tra Fiorentina e Under 21 che l’hanno messo al centro delle attenzioni generali, specie che ora si parla di (inevitabile) rinnovamento in chiave Nazionale dopo la sconfitta ai calci di rigore in Bosnia e la conseguente mancata qualificazione ai Mondiali americani.
