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Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
“Ma questo è Antognoni”, il Franchi ha esaltato così Fagioli e la sua precisione

Firenze, Stadio Franchi, 08.03.2026, Fiorentina-Parma, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

“Ma questo è Antognoni”, il Franchi ha esaltato così Fagioli e la sua precisione

Redazione

24 Marzo · 08:37

Aggiornamento: 24 Marzo 2026 · 08:37

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Vanoli l'ha convinto a fare il regista

Che calciatore! E di certo non è la prima volta per Nicolò Fagioli, anche se domenica sera era troppo lontano, cioè era lì dove doveva essere per farselo dire, e non gli sono arrivati i commenti entusiastici dei tifosi viola, ma anche di chi osservatore neutrale vedeva e giudicava con occhio più distaccato il gioco in campo. E non poteva non essere colpito dalla facilità di palleggio, dal pensiero più veloce dei piedi, dai lanci illuminanti (lo schema Fagioli per Kean è quello che funziona meglio in avvicinamento all’area avversaria), dalla naturalezza nel colpire il pallone con precisione uguale all’eleganza del centrocampista piacentino. «Ma questo è Antognoni». E detto al Franchi (fu Comunale) mette i brividi a chi ha più di cinquant’anni.
Uno così avrebbe fatto comodo alla Italia di Gattuso che si vuole prendere i Mondiali americani, aperta e chiusa la parentesi, ma sta facendo comodissimo a Vanoli per centrare l’obiettivo salvezza e tenere la Fiorentina in Serie A. A proposito di Vanoli: i meriti del tecnico varesino, nel recupero prima e nell’affermazione poi di Fagioli, sono chiari ed evidenti. L’ha convinto a fare il regista come ci aveva provato inutilmente Pioli e la differenza l’ha fatta il sistema di gioco pensato (anche) per quello, con l’ex Juventus libero di staccarsi dai due mediani che lo affiancano nel mezzo: indietro per impostare e avanti per rifinire. E domenica sera la chiave del pareggio viola è stata nella scelta della seconda opzione: quando Barella ha sbagliato la sua di scelta cercando di dare il pallone a Frattesi invece di rinviarlo, Fagioli era al limite dell’area dell’Inter e quel pallone se l’è preso, l’ha difeso e mentre lo difendeva aveva già visto a chi darlo, cioè a Gudmundsson per il tiro che respinto debole e male da Sommer è diventato il tap-in vincente di Ndour. Ma tutto è nato dal numero 44, uno che vede il calcio in anticipo sugli altri, anche dei compagni e a volte può essere un problema, e quest’esempio dell’1-1 appena ricordato è solo l’ultimo e più efficace. «Fare il regista mi piace».

Si torna lì: ai meriti di Vanoli e alla necessità di recuperare Nicolò a qualcosa che gli appartenesse nel sentimento prima ancora che nella testa, perché giovane uomo sensibile e scosso ma non travolto da tutto ciò che è noto, aveva bisogno di riappropriarsi di una cosa bella, di una cosa che lo fa stare bene. Giocare a pallone. Con spontaneità, quasi con genuinità, e se non c’era riuscito fino a dicembre la colpa non è stata sua e basta, mentre viceversa la squadra aveva tante responsabilità nel vortice di risultati negativi che per mesi ha risucchiato tutto e tutti. Ma Fagioli s’è ribellato al solito destino già scritto e – ecco la svolta tanto attesa a livello personale – nel momento (viola) forse sportivamente più drammatico è tornato ad essere un talento del calcio italiano: Fiorentina-Verona 1-2, Fiorentina ultima alla 15ª giornata con la miseria di 6 punti e senza aver mai vinto, staccata di otto lunghezze dalla zona salvezza e con tutti record negativi della Serie A appena riscritti. Nicolò l’ha presa per mano e non ha alcuna intenzione di lasciarla finché non sarà al sicuro. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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