17 Marzo 2026 · Ultimo aggiornamento: 12:27

Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
Corriere Fiorentino: “Il Trap diceva ‘Non dire gatto se non l’hai nel sacco’. Figuriamoci se si parla di Fiorentina”

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Il Trap diceva ‘Non dire gatto se non l’hai nel sacco’. Figuriamoci se si parla di Fiorentina”

Redazione

17 Marzo · 10:00

Aggiornamento: 17 Marzo 2026 · 10:00

TAG:

Fiorentina

Condividi:

L’importante adesso, è investire con attenzione il bottino ottenuto e alzarsi una volta per tutte da quel pericolosissimo tavolo

Diceva il Trap: «Non dire gatto se non l’hai nel sacco». Figuriamoci poi se si parla di questa Fiorentina. Capace come poche di crearsi problemi da sola e di (ri)smarrirsi ogni volta che pare aver trovato la retta via. Questa vittoria però, e il più quattro sulla retrocessione, somigliano parecchio a una svolta. Certo, il cammino resta lungo e pieno di pericoli (vedi calendario) e nessuno può anche solo pensare di poter abbassare la guardia. Intanto però, e visti i precedenti non era affatto scontato, i viola hanno risposto presente alla chiamata. Se poi da qua in avanti potranno contare (anche) sul miglior Kean, allora si che questa rondine potrà trasformarsi definitivamente in primavera.

Ieri infatti, come previsto e prevedibile, Moise è partito dalla panchina lasciando ancora una volta a Piccoli il centro dell’attacco. Ai suoi lati Gudmundsson e, soprattutto, Parisi. Era quello il vero dubbio e Vanoli l’ha risolto come gli suggerivano le ultime uscite. Il resto, veniva da sé. Compresa la conferma di Gosens basso a sinistra.

Dall’altra parte Nicola non ha cambiato modulo (si parlava di passaggio al 4-4-2) e là davanti, accanto a Bonazzoli, ha piazzato la torre. Il copione quindi era facilmente immaginabile. Agonismo esasperato, gioco diretto su Djuric e caccia alle seconde palle. Restava solo da capire se la Fiorentina sarebbe stata pronta a far partita pari sul piano dello spirito cercando, a quel punto, di far emergere il maggior tasso tecnico. Certo, l’avvio non è stato incoraggiante. Due minuti infatti e a seguito di palla inattiva (tanto per cambiare) la Cremonese aveva già sfiorato il vantaggio. E poi l’atteggiamento. Timidi, i viola. E basta pensare al dato sul possesso palla dopo i primi 20’ (69% a 31% a favore dei padroni di casa) per capire con quanto timore si fossero presentati.

Eppure, bastava poco. Un paio di passaggi di fila, un minimo di azione ragionata e, come per magia, ecco lo 0-1 di Parisi. Bravissimo, giusto per tornare alle scelte del mister, a comportarsi da attaccante esterno vero. Uno contro uno e via. In porta. La partita, è cambiata lì. Perché la Fiorentina si è liberata delle sue paure e ha iniziato a giocare a calcio, la Cremonese ha perso ardore e coraggio e, Piccoli, le ha dato subito il gancio dello 0-2. Un primo tempo nato male insomma, si è chiuso come meglio non poteva. «Bastava» gestire, a quel punto, e magari sfruttare le angosce di chi, ormai, viaggiava sul cornicione.

Teoria, tradotta immediatamente in pratica dalla perla di Dodò. Ma questa squadra, si sa, non conosce la parola tranquillità. E quindi ecco l’1-3 e gli immancabili attimi di terrore prima che Gud (finalmente) calasse il poker. L’importante adesso, è investire con attenzione il bottino ottenuto e alzarsi una volta per tutte da quel pericolosissimo tavolo. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Testata giornalistica | Autorizzazione Tribunale di Firenze n.6004 del 03/11/2015
Edimedia editore | Proprietario: Flavio Ognissanti | P. IVA: IT04217880717
CHI SIAMO

© Copyright 2020 - 2026 | Designed and developed by Kobold Studio