15 Marzo 2026 · Ultimo aggiornamento: 13:16

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Fagioli indispensabile, Vanoli lo ha lasciato in panchina in Conference per averlo al top a Cremona

Firenze, Stadio Franchi, 08.03.2026, Fiorentina-Parma, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Fagioli indispensabile, Vanoli lo ha lasciato in panchina in Conference per averlo al top a Cremona

Redazione

14 Marzo · 10:08

Aggiornamento: 14 Marzo 2026 · 10:09

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Fagioli dopo un inizio negativo con Pioli, che lo lasciava in panchina, si è preso la Fiorentina. E torna a Cremona dove è cresciuto

Là dove tutto è cominciato, ma per Nicolò Fagioli lunedì sera ci sarà spazio sì per i ricordi e non per i sentimenti: questi se li trascinerà via da Cremona, magari con un groppo in gola e insieme ai ricordi, dopo aver però aiutato la Fiorentina a conquistare un risultato positivo che mantenga i grigiorossi dietro in classifica, e a -1 (come ora) o a -4 (con un successo allo Zini) fanno due orizzonti differenti. Ché quello conta, anche se le emozioni non si comandano.

Già, Cremona. Per Fagioli è stato l’inizio. Piacentino, una quarantina di chilometri a dividere le due città che si guardano una di là e una di qua del Grande Fiume, Nicolò la maglia grigiorossa l’ha vestita una prima volta da ragazzo per far vedere che lui col pallone ci sapeva fare e poi, dopo gli anni (sei) con le giovanili della Juventus (debutto in Serie A annesso: 22 febbraio 2021, Juventus-Crotone), una seconda volta poco più che ventenne nel 2021-22: e meglio non avrebbe potuto cominciare la carriera da prof, oltre che passare dalla riprova alla certezza. Trentatré presenze, tre gol (uno, il primo in carriera, segnato a Buffon, tornato a difendere i pali della porta del Parma), sette assist, insomma un rendimento tutt’altro che banale, accompagnato e valorizzato dalla promozione della Cremonese di Fabio Pecchia dalla Serie B alla A.

No, Fagioli meglio non avrebbe potuto iniziare il cammino nel calcio che conta e lo deve aver pensato anche la Juventus che nell’estate 2022 ha riportato subito a casa il talento emiliano. Il resto è storia nota che arriva ai nostri giorni: la “promozione” nella Juve di Allegri, terminato l’apprendistato, con una stagione da 37 presenze complessive e convocazione in Nazionale azzurra compresa, lo stop per la vicenda legata alle scommesse, la ripresa (2024) senza soddisfazione con i bianconeri, infine il passaggio a Firenze e alla Fiorentina più o meno un anno fa, protagonista-non protagonista con Palladino, non protagonista (come la Fiorentina tutta) con Pioli, protagonista assoluto con Vanoli da un punto preciso in avanti: 14 dicembre. Dalla partita con il Verona, una delle più drammatiche per la squadra viola (sconfitta e allora ultima e staccatissima con appena 6 punti in classifica dopo 15 giornate), Fagioli è diventato Fagiolic. È tornato ad essere Fagiolic, come lo chiamava Max Allegri.

S’è preso la Fiorentina e non ha più lasciato il timone di comando: adesso è davvero storia di questi giorni. Regista, leader, ispiratore e anche finalizzatore (gol a Como per aprire la strada a una delle vittorie viola più pesanti finora, gol contro lo Jagiellonia al Franchi per evitare una eliminazione clamorosa), insomma Vanoli non ne può più fare a meno, tanto che giovedì sera l’ha lasciato per 81 minuti in panchina nell’andata degli ottavi di Conference. Pensando a Cremona: e non per una questione di cuore. Lo scrive Il Corriere dello Sport

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