Oggi pomeriggio l’esperto di calciomercato Giocondo Martorelli è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno parlando della Fiorentina: “E’ chiaro che tenere il livello alto anche in competizioni come la Conference League possa solo togliere energie a tutto il gruppo viola. Continuo a sostenere da anni che per fare le doppie o triple competizioni, serva una rosa ampia e ben strutturata. Gli impegni europei ti portano via energie fisiche e nervose, ti impongono viaggi e trasferte di giovedì, non sempre facili da recuperare“.
“Quando ci sono queste stagioni strane è difficile capire quale sia il giocatore indispensabile per la rosa. Sta girando tutto male e anche questo non aiuta a dare questi giudizi. C’è stato un momento in cui la viola aveva dato un segnale di risveglio, soprattutto a livello di voglia, quello che era mancato per tutto l’anno, ma nelle ultime due partite si è rivista la solita Fiorentina, squadra senza grinta e cattiveria. Anche per un allenatore diventa difficile capire chi possa essere indispensabile per il gruppo stesso”.
“Un direttore sportivo quando cambia non ha l’importanza di un allenatore e quindi non può influire sulle scelte tecniche. A meno che un DS non sia in grado di capire quale sia il valore reale di un giovane catapultato in un momento cosi difficile, in queste situazioni per i più giovani è chiaramente molto complicato dimostrare le proprie caratteristiche a pieno”.
Ha concluso l’intervista parlando dei giocatori più importanti: “Tutti ci aspettavamo molto di più da Gudmundsson, soprattutto dopo quello che aveva fatto vedere due anni fa a Genova. Sinceramente non capisco quali possano essere le sue problematiche che non lo facciano rendere, se calcistiche o extra calcistiche, non mi permetto di giudicare. Kean e De Gea non sono neanche lontano parenti di quelli visti lo scorso anno”.
