La difesa compatta del Parma guidata da Cuesta ha neutralizzato completamente l’attacco della Fiorentina, mettendo in evidenza tutte le difficoltà offensive della squadra di Paolo Vanoli. In questo contesto, Roberto Piccoli è diventato il simbolo del problema: non tanto la causa, quanto il segnale di un reparto che fatica enormemente a rendersi pericoloso.
I viola non segnano in campionato da oltre 257 minuti e anche contro il Parma le occasioni create sono state pochissime. L’unica vera opportunità è arrivata a inizio ripresa, quando un pallone vagante è finito sui piedi di Piccoli a pochi metri dalla porta. L’attaccante ha però esitato un istante di troppo prima di calciare, permettendo a Enrico Delprato di intervenire in scivolata e salvare i suoi.
Per il resto della gara il centravanti ha giocato quasi sempre spalle alla porta, impegnato in continui duelli fisici con i difensori avversari. Ne sono usciti pochi contrasti vinti e qualche fallo guadagnato, mentre al Stadio Artemio Franchi cresceva il malcontento del pubblico.
Il dato più preoccupante resta comunque quello offensivo: praticamente nessun tiro in porta e una produzione di occasioni ridotta al minimo. Piccoli paga anche il peso delle aspettative, considerando l’investimento da 25 milioni fatto dalla Fiorentina in estate, ma le difficoltà riguardano l’intero reparto. Albert Gudmundsson fatica a dare qualità, Harrison Reed sbaglia diversi cross e l’area viene occupata male. Emblematica un’azione nel finale: un traversone rasoterra di Robin Gosens attraversa l’area senza trovare nessuno pronto alla deviazione, nonostante la presenza di ben sei giocatori viola. Lo scrive Corriere dello Sport.
