Chiamatela spareggio , scontro diretto, partita senza appello, finale (ovviamente da vincere). Chiamatela come volete, come vogliamo, ma Cremonese-Fiorentina che il calendario offre lunedì sera (20.45) della prossima settimana, come ultima gara della giornata numero 29, è di fatto l’incrocio più pericoloso (e probabilmente decisivo) che la squadra viola avrebbe potuto vivere. La classifica – dopo il pari choc con il Parma – dice: Fiorentina, 45 punti, e quindi quart’ultima; Cremonese, ko a Lecce, 24 punti e quindi terz’ultima.
Traduzione , la Cremonese per tenere viva la luce potrà solo e soltanto battere la Fiorentina, scavalcarla e poi andarsi a giocare la permanenza in serie A nell’ultima raffica di partite della stagione.
Concetto identico quello che rispecchia la status dei viola: ovvero, vincere la ‘finale’ di Cremona varrà (quasi) la salvezza. Salvezza da consolidare, certo, ma cacciare l’avversario diretto all’inferno significhere essere (finalmente) a metà di quell’opera che si chiama permanenza in serie A. Calcoli, numeri e distacchi però dovranno fare i conti con una serie situazioni con cui la Fiorentina (che da sola ha finito per inguaiarsi fino al collo) dovrà lottare.
Primo : la Cremonese è reduce da un ko segnato da pesanti errori arbitrali che hanno reso l’aria del club pregna di tensione. Secondo: ci sarà da giocare in uno stadio che oltre al tutto esaurito sarà ‘infuocato’ per il significato di un match-spareggio. Terzo: la squadra viola sarà da sola, ovvero senza i suoi tifosi che sono alle prese con il divieto di trasferta. E quella di lunedì sarebbe stata di quelle da maxi-esodo. Lo scrive La Nazione.
