Rimangono undici partite per chiudere il campionato, quelle che determineranno la classifica finale, quelle che possono dare (devono) la salvezza alla Fiorentina e allora si torna al discorso di partenza o quasi: Daniele Rugani sarà (deve esserlo) un valore per Vanoli, per dare solidità a una difesa che continua a subire troppi gol ed è difetto inconciliabile con la permanenza in Serie A, un rinforzo ora che la difesa torna ad essere a quattro ed è vivamente consigliabile che tale rimanga sempre e comunque. E di suo aggiungerà, oltre alla crescita sotto il profilo atletico al trascorrere dei giorni, la voglia di dimostrare appena possibile di non essere ovviamente quello di Udine: tra Parma domenica e Cremonese lunedì 16, i cui risultati qualsiasi essi siano avranno un’incidenza molta alta sull’obiettivo viola, ne avrà l’occasione e il desiderio di riscattarsi può diventare fattore decisivo. Deve essere. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Rugani deve essere un valore per Vanoli
Se una partita non fa mai testo, figuriamoci una partita a distanza di oltre due mesi dall’ultima giocata (mezz’ora da subentrante) e nell’occasione che poi si è rivelata la peggiore possibile per il contesto intorno: questo per dire che Daniele Rugani sì a Udine è stato il peggiore in campo, sì non è riuscito a contenere Davis e gli altri attaccanti bianconeri, ma la Fiorentina nel suo complesso è mancata in tutto e per tutto da un punto di vista tecnico, caratteriale e della consapevolezza di quello che andava fatto. Insomma, la colpa del 3-0 subìto non può essere e non è solo del centrale toscano che, viceversa, rimane un rinforzo preso al mercato di gennaio per dare solidità ed esperienza alla difesa viola.
«Sarà esempio utile per i compagni giovani e meno giovani». E se a dirlo è stato Vanoli significa che quelle parole affondano le radici nel concetto sopra esposto e davvero non basta una prestazione per quanto largamente insufficiente – e in parte preoccupante per i vari riflessi – a cancellarle. Il ritorno alla difesa a tre, di cui Rugani è stato solo “concausa” (l’assenza di Dodo altro motivo alla base), tanto per cominciare è uno dei motivi che aiuta ad alleggerire le responsabilità dell’ex Juventus: il rendimento di una squadra non si decide certo per il modulo, ma ormai è comprovato che la Fiorentina, prima con Pioli e poi con Vanoli fino a quando l’allenatore varesino ha deciso di cambiare, con il 3-5-2 è andata e va incontro soltanto a guai e problemi. Udine ne è stata l’ultima e non gradita riprova, quindi nel conto mettiamocela per soppesare la prestazione del numero 3. Che di suo fisicamente non poteva reggere i novanta minuti, Vanoli lo sapeva e aveva già messo in conto a un certo momento di sostituirlo, poi l’ammonizione rimediata da Pongracic a metà primo tempo ha costretto a lasciare il croato negli spogliatoi all’intervallo e il piano originario è saltato. Mettiamo tutto insieme ed ecco servita la prestazione-horror (quella è stata) del difensore classe 1994: ma si ferma lì.
