La smorfia di lunedì sera con l’angolo della bocca allungato verso il basso, lo sguardo più teso che arrabbiato, i passi dolenti nel percorso dalla linea di fondo alla panchina dove lo aspettava la borsa del ghiaccio: già il centravanti che esce mentre la squadra è sotto nel punteggio e sta per battere un calcio d’angolo non è normale, ma il dolore alla tibia stava procurando a Kean una fitta che dalla gamba era arrivata alla testa e in quel cambio chiesto non c’era tanto resa quanto preoccupazione.
Per il tormento che continua, per il guaio che non si risolve, per aver lasciato la Fiorentina quando aveva ancora bisogno di lui lì a Udine. Perché Moise Kean sapeva bene in quel momento che doveva ricominciare a combattere con l’infortunio e che avrebbe saltato la partita contro il Parma (e il Rakow, però conta fino a certo punto per un discorso chiaro di priorità). Nella speranza di esserci a Cremona. Moise Kean non ci sarà dunque contro Parma e Rakow, proverà a mettere nel mirino la partita contro la Cremonese, vero e proprio spareggio salvezza.
