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Vanoli: “L’unico con l’atteggiamento giusto è Parisi, oggi siamo stati assenti e chiediamo scusa”

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Vanoli: “L’unico con l’atteggiamento giusto è Parisi, oggi siamo stati assenti e chiediamo scusa”

Redazione

3 Marzo · 00:12

Aggiornamento: 3 Marzo 2026 · 00:12

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L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta pesante con l’Udinese, queste le sue parole:

Per quale motivo oggi sembrava l’Udinese a doversi salvare e non la Fiorentina?
“Hai ragione, siamo stati quasi assenti in campo; i primi segnali d’allarme si erano già visti giovedì scorso. È necessario un confronto interno schietto perché non è ammissibile fallire sistematicamente l’appuntamento con il salto di qualità. Il problema è di natura caratteriale: abbiamo perso ogni duello fisico e sulle seconde palle. Mi rammarica molto perché, visti i risultati degli altri campi, avremmo potuto giocare con maggiore serenità, e invece siamo stati condannati proprio da questo approccio. Evidentemente non sono ancora riuscito a trasmettere al gruppo quella continuità mentale che fa parte del mio modo di essere.”

Quali sono le principali difficoltà incontrate sulle palle inattive?
“Purtroppo sulle situazioni da fermo stiamo cercando soluzioni che fatichiamo a trovare, anche a causa di una carenza di struttura fisica che non ci permette di marcare con la necessaria qualità tutti gli avversari. Tuttavia, oggi il problema è stato di pura attenzione: abbiamo perso l’uomo. Mi preme insistere su questo dettaglio perché stasera la Fiorentina non è proprio scesa in campo, ed è la cosa che più mi infastidisce. Era un’altra opportunità sprecata, specialmente dopo aver già pagato a caro prezzo la gara di giovedì in termini di energie e infortuni. Facciamo fatica a restare concentrati. Adesso ci aspettano gare interne fondamentali che dobbiamo vincere.”

Da cosa nasce la scelta di Rugani e della difesa a tre?
“La decisione è stata dettata anche dal minutaggio dei centrali: Pongracic e Comuzzo venivano da 120 minuti e, data l’assenza di Dodo, sono stato costretto a tenere in campo Rugani fino alla fine, nonostante avessi inizialmente altre idee per i cambi. Dal punto di vista della manovra, l’obiettivo era innescare Gudmundsson tra le linee, ma non siamo mai riusciti a trovarlo correttamente. In ogni caso, oggi non è una questione tattica: è un problema di attitudine.”

La squadra è ancora con lei? Sente la fiducia della società?
“Io continuo a fare il mio lavoro. Quando affermo che la squadra non ha ancora la mia attitudine, non intendo dire che i giocatori non mi seguano, ma che faticano a farlo e a mantenere la soglia di attenzione alta. È tempo che anche i calciatori si assumano le proprie responsabilità, così come ho fatto io dopo la coppa. Non si tratta di essere pro o contro l’allenatore; questo gruppo stava mostrando progressi, poi improvvisamente si è spenta la lampadina. Dobbiamo essere lucidi: sappiamo che dovremo lottare per salvarci fino all’ultimo e il prossimo derby in casa non va assolutamente sbagliato.”

Cosa manca per far capire ai giocatori la delicatezza della situazione attuale?
“Siamo consapevoli del momento. L’arrivo di un direttore del calibro di Paratici è un segnale dello spessore della società, ma cambiare una mentalità in pochi mesi non è un processo immediato. Ora i giocatori devono guardarsi dentro e capire l’importanza di questo rush finale. Non dobbiamo dimenticare quanto di buono fatto, ma l’impegno in Conference ci ha lasciato in dote stanchezza e infortuni che stasera sono emersi chiaramente. Ho dovuto togliere Pongracic perché era ammonito e rischiava il rosso, affidandomi all’esperienza di Rugani per gestire il risultato, ma è mancato l’atteggiamento. Nel secondo tempo abbiamo prodotto pochissimo. Oltre al possesso palla, serve l’iniziativa individuale, il dribbling, la giocata. Al momento, l’unico che sta mettendo in campo lo spirito giusto è Parisi.”

È mancato il supporto dei tifosi? Come spiega i troppi falli commessi?
“Sappiamo quanto sia importante il loro supporto, ma oggi dobbiamo chiedere scusa anche se non erano presenti. Questa gara è stata molto diversa da quella di coppa. Per quanto riguarda i falli, quando non sei determinato e cattivo arrivi sempre in ritardo sulla palla e finisci per mettere in campo la foga sbagliata.”

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