Kean infatti è primo in Italia per tantissimi aspetti: è il giocatore che ha tentato più tiri (74) dall’interno dell’area; è quello che ne ha tentati di più (13) in seguito a contropiede e stesso discorso per le conclusioni (9) venute dopo un dribbling mentre soltanto Yildiz (35 contro 28) ha calciato di più dopo un movimento palla al piede di almeno cinque metri. In tre, semplicissime parole: un centravanti totale. Capace di essere pericoloso in tutti i modi e, con i suoi gol, di regalare ben 11 punti sui 24 totali alla Fiorentina. Come dire: da solo, vale praticamente il 50% della classifica viola. Era questo insomma, che intendeva Paratici quando presentandosi disse che Moise doveva «semplicemente fare il Moise».
Il ds l’ha visto nascere e crescere e non è un caso che al suo arrivo siano corrisposte certe prestazioni. Kean infatti considera lo stesso Paratici una specie di fratello maggiore e, di certo, uno dei suoi pochi ma saldissimi punti di riferimento. E chissà che da questo rapporto non ne venga fuori un lungo futuro insieme. Se ne riparlerà in estate, quando si riattiverà la clausola e quando al contrario di gennaio (mai esistita l’ipotesi cessione) tutto sarà possibile. Prima la salvezza però e, quindi, il Mondiale. Sono questi ora come ora gli unici pensieri nella testa del bomber. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
