Il commento di Alberto Polverosi, pubblicato sulle colonne del Corriere dello Sport, analizza il successo della Fiorentina contro il Pisa:
La Fiorentina porta a casa tre punti pesanti, ma lo fa complicandosi la vita più del necessario. Il successo contro il Pisa arriva al termine di una partita dai due volti: un primo tempo dominato in lungo e in largo, e una ripresa vissuta con eccessiva apprensione. Nei primi 45 minuti i viola impongono il proprio ritmo, controllano il gioco con un possesso schiacciante e creano diverse occasioni, concedendo nulla agli avversari. Eppure, il vantaggio accumulato non rispecchia appieno la superiorità mostrata in campo. Una volta avanti, la squadra abbassa l’intensità, quasi convinta che la partita sia già chiusa.
Nella ripresa, però, il copione cambia. Il Pisa alza il baricentro e la Fiorentina arretra progressivamente, lasciandosi prendere dall’ansia. È una scena già vista in questa stagione: quando aumenta la pressione, i viola tendono a chiudersi, rinunciando a ripartire e affidandosi più alla resistenza che al gioco. A differenza di altre occasioni, stavolta l’avversario non riesce a colpire. Il problema, ormai evidente, non sembra solo fisico. C’è una fragilità mentale che emerge nei finali di gara, quando la squadra smette di giocare e inizia a difendersi con troppa paura. I numeri lo confermano: troppi gol subiti negli ultimi minuti, spesso decisivi. La vittoria consente comunque alla Fiorentina di risalire in classifica, agganciando US Cremonese e US Lecce nelle zone basse, ma non cancella le perplessità. Servirebbero forse cambi più rapidi e maggiore coraggio nella gestione dei vantaggi. I segnali incoraggianti arrivati nelle sfide contro Como 1907 e Jagiellonia Białystok avevano fatto pensare a un’inversione di rotta. Invece, le incertezze sono riemerse. Tre punti importanti, sì. Ma la sensazione è che questa squadra debba ancora trovare serenità e solidità per smettere di tremare proprio sul più bello.
