Le assi che si incastrano nel cemento, il metallo sospeso che diventa struttura, il profilo che cambia settimana dopo settimana: la nuova curva Fiesole inizia a prendere forma. Non è più solo un rendering. Allo stadio Artemio Franchi, nel cuore del cantiere, sono arrivate le prime travi d’acciaio: quindici metri di lunghezza, dalle 24 alle quaranta tonnellate di peso. Sono loro che sorreggeranno i gradoni e, insieme, la futura copertura. Sono loro che reggeranno la nuova costruzione. Il sopralluogo restituisce l’idea di un passaggio chiave.
«È un momento cruciale» , dice la sindaca Funaro, osservando le operazioni di montaggio. «Stanno continuando, come da cronoprogramma, tutte le lavorazioni, sia nella parte delle costruzioni interne che nel restauro del cemento». E infatti guardando il cantiere, si comincia a intuire la nuova fisionomia della Fiesole: «Realisticamente dalla fine di marzo si potrà vedere con chiarezza la nuova profilatura» spiega la prima cittadina. La prima trave è stata posata ieri.
Oggi arriverà la seconda , la prossima settimana ne saranno montate altre tre. In totale, una decina. «È la prima di una serie di assi in acciaio che si collegano alla struttura in cemento armato sottostante», spiega l’ingegner Luca Buzzoni, direttore tecnico del progetto. «La loro funzione è duplice: sostenere le gradinate e fornire supporto alla futura copertura». Ogni elemento pesa decine di tonnellate. Le dimensioni impongono un’organizzazione rigorosa: possono essere trasportate una alla volta e lo spazio di stoccaggio in cantiere è limitato. Anche questo incide sui tempi di posa. L’obiettivo è completare l’installazione nell’arco di un mese. Le quindici file più vicine al bordo campo saranno realizzate per ultime, così da lasciare margine di manovra ai mezzi di cantiere fino alla fine delle operazioni più complesse.
Tra la nuova struttura e le gradinate sottostanti firmate da Pier Luigi Nervi si aprirà uno spazio destinato a diventare un auditorium all’aperto. Un’area che potrà essere utilizzata anche al di fuori delle partite: uno spazio coperto ma aperto, pensato per eventi e iniziative. Il sopralluogo è stato anche l’occasione per fare il punto sul dialogo con la Uefa, che nei giorni scorsi ha visitato lo stadio e le aree circostanti. Presi in considerazione non solo l’impianto, ma anche la mobilità (come la futura tramvia a Campo di Marte) e gli spazi adiacenti. «È stata un’interlocuzione, non un passaggio formale decisivo», precisa la sindaca. Sul tavolo c’è la scadenza per avanzare la candidatura agli Europei. Lo scrive La Nazione.
