12 Febbraio 2026 · Ultimo aggiornamento: 15:07

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Borja: “Mia mamma mi ha lasciato dopo il primo anno alla Fiorentina, mi è caduto il mondo addosso”

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Borja: “Mia mamma mi ha lasciato dopo il primo anno alla Fiorentina, mi è caduto il mondo addosso”

Redazione

12 Febbraio · 12:27

Aggiornamento: 12 Febbraio 2026 · 12:27

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Borja Valero ha parlato della perdita della sua mamma in una lunga intervista su GianlucaDiMarzio.com, queste le sue parole sul tema:

“Mamma era una parte di me. Ero al Villarreal quando si è presentata per la prima volta la malattia. Sembrava fossero dei semplici calcoli al rene. Nessuno mi aveva detto nulla. “Tua madre ha un cancro”. L’ho saputo solo dopo. “Perché non me l’avete detto? Ho il diritto di saperlo”. Ero arrabbiato. Era mia madre. Dopo un primo intervento il tumore sembrava essersene andato. Poi sono arrivati dei nuovi controlli. Il tumore c’era ancora. Altre macchie, estese in più parti del corpo, più aggressive. Ha dovuto fare un intervento più invasivo e poi le chemio. Perdeva i capelli, era debole. Un momento complicato da vivere, ma c’era la speranza di poter sconfiggere la malattia. Poi è arrivato quel giorno. Avevo finito la mia prima stagione a Firenze. Suona il telefono: “Tua mamma è caduta, si è rotta una gamba”. Il cancro aveva preso le ossa, non c’era più niente da fare. Sono tornato a Madrid. “Borja, il dottore ci ha detto che non c’è più niente da fare. Ma non dire niente a mamma”, le parole di papà.

Mi era caduto il mondo addosso. Ero tanto legato a lei. Era mia mamma, la donna che mi aveva cresciuto. Per me era tutto. Non sapevo cosa fare. Provavo un vuoto enorme in me. Soffrivo, soffrivo tanto. Andavo in ospedale tutti i giorni per stare con lei. Lei non sapeva niente, io sì. Vedevo il suo sorriso, dentro di me piangevo. La guardavo con occhi lucidi, cercando di non farle capire niente. Mi tornavano in mente tutti i momenti passati assieme, il suo esserci sempre stata. Ricordavo di quando di calcio non sapeva nulla e dovevo spiegarle le regole e i concetti. Era la mia prima sostenitrice. Non riuscivo ad andare avanti, ho avuto bisogno dell’aiuto di uno psicoterapeuta. Quei 15 giorni con lei sono stati unici. Ci siamo detti tutto. Poi ha iniziato a spegnermi. Io sono tornato a Firenze, volevo mantenere di lei l’immagine della donna che avevo sempre visto. Un giorno dopo se ne è andata. Quelle due settimane mi hanno cambiato, per sempre. Da quel momento la mia visione del mondo si è capovolta. È cambiato il valore assegnato alle cose, il mio vivere la vita. Ho iniziato a vedere e cercare il bello. Ciao mamma, porterò sempre dentro i tuoi occhi, il tuo sorriso, le nostre carezze. In quegli ultimi nostri momenti Rocìo è rimasta incinta della nostra Lucia. Io non credo nel destino, ma è bello pensare che ci possa essere un legame con te.”

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