Di passi falsi non ne saranno tollerati ancora molti. La sensazione che si respira intorno alla Fiorentina è quella della vigile attesa da parte della società. Paolo Vanoli ha ancora tempo per invertire la rotta, ma è lui il primo a sapere che non potrà affondare con tutta la barca. Tradotto: occasioni a disposizione ancora un paio, forse tre. Ma c’è bisogno di dare segnali di un certo tipo. Vincere, adesso serve solo questo. Provarci anche in una di quelle trasferte che sembrano proibitive. L’approccio al Como dovrà essere ambizioso e convinto. In campo si dovrà vedere una Fiorentina senza paura, caparbia, con la voglia di lottare su ogni pallone. Como, appunto, Jagiellonia e poi il derby contro il Pisa. Eccole le partite dove Vanoli si gioca la sua vita in viola. Se la sfida a Fabregas appare comunque complicata, nel derby toscano non c’è nessuna possibilità da prendere in considerazione se non la vittoria.
In mezzo una partita di Conference League da maneggiare con cura. Paratici ha già risposto a riguardo. Andare in giro per l’Europa a fare figuracce non è ammesso, anche se adesso la priorità va totalmente (o quasi) al campionato. Contro lo Jagiellonia Vanoli attingerà alla profondità della sua rosa con una corposa rotazione, ma è chiaro che il club si aspetti risposte significative. Nessuno lo dirà mai, eppure l’obiettivo è comunque quello di passare il turno e spostare il ‘problema coppa’ più avanti. Quando si spera – ma questa dovrà diventare presto una certezza – che la Fiorentina abbia tirato fuori la testa dall’acqua e possa dedicare qualche energia in più proprio alla Conference. Discorsi prematuri, respirati qua e là negli ultimi giorni, ma assolutamente vietati dalla famosa logica del carro armato. Che di certo non prevedeva il gol subito da Maripan al 94′ di Fiorentina-Torino. Tant’è, una stagione così ha previsto anche questo.
Dicevamo di Vanoli. Da quando è arrivato alla guida della Fiorentina sarebbe salvo (per punti fatti rispetto alle avversarie nella zona calda), ma la squadra ha dimostrato di aver assimilato pochi concetti del suo stile di gioco. Per alcuni tratti anche piacevole – giusto sottolinearlo – ma troppo incline a errori grossolani. Individuali o di reparto, la Fiorentina non si è fatta mancare niente. Errori anche di concetto e posizione che alla fine sono costati una marea di punti. Basti pensare soltanto alle palle inattive. Oppure ai gol presi nei minuti di recupero. Il sergente Vanoli si è visto poco. E ora anche per lui – nei prossimi quindici giorni – sembra davvero arrivato il momento della resa dei conti. E dei punti. Per salvarsi la Fiorentina dovrà almeno raddoppiare il bottino dei 18 attuali. Non impossibile, ma nemmeno semplice con il cammino avuto fin qui. Lo scrive La Nazione.
