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Corriere Fiorentino: “Vanoli sulla graticola: cambi e iper agitazione. I capi d’accusa condivisi dallo spogliatoio”

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Vanoli sulla graticola: cambi e iper agitazione. I capi d’accusa condivisi dallo spogliatoio”

Redazione

10 Febbraio · 09:25

Aggiornamento: 10 Febbraio 2026 · 09:25

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Sono i numeri a mettere Vanoli sul banco degli imputati

Che richiama alla mente cose già viste, già vissute e sperimentate. In due parole: déjà vu. Tre mesi dopo quell’allucinante primo weekend di novembre, con le dimissioni di Pradè alla vigilia della sfida chiave col Lecce e l’esonero di Pioli subito dopo, la Fiorentina si ritrova in una situazione magari non identica (c’è un dirigente nuovo, appena arrivato, e con poteri che forse nessun altro prima di lui con questa proprietà se si esclude lo scomparso Joe Barone) ma tremendamente simile per quanto riguarda classifica e, novità delle ultime ore nemmeno così sorprendente, posizione dell’allenatore. Premessa: la società ha sempre difeso Paolo Vanoli e cercherà di farlo fino alla fine. «Conosco il mister e il suo modo di lavorare — diceva Paratici nella conferenza stampa di presentazione — è molto energico, preparato, cura i dettagli, sta facendo un ottimo lavoro e ho fiducia in lui e nel suo staff». Parole ribadite sabato prima dell’amaro pareggio con il Torino, quando lo stesso ds ha definito «bravissimo» l’allenatore.

La speranza insomma, è quella di non dover arrivare a decisioni drastiche, rimandando alla prossima estate un cambiamento che a questo punto soltanto qualcosa di oggettivamente impensabile potrebbe evitare. Perché è normale che un dirigente come l’ex Juventus voglia mettere un (suo) marchio forte su una figura come quella del tecnico e perché, altro aspetto da non sottolineare, al momento non è che il panorama sia particolarmente ricco di allenatori da chiamare. Anzi. Eppure, e così torniamo a un clima che sta pian piano cambiando anche all’interno del club, sarebbe assurdo far finta di nulla.

Soni i numeri infatti a mettere Vanoli sul banco degli imputati e, di conseguenza, sulla graticola. Arrivato con la Fiorentina ultima a due punti dalla salvezza, dopo 14 partite il mister ha sì guadagnato un paio di posizioni ma è rimasto in zona retrocessione e, soprattutto, attualmente ha visto salire a 3 la distanza dal quartultimo posto. Un cammino a dir poco deludente, frutto di 3 vittorie, 5 pareggi e ben 6 sconfitte.

Ma non è solo questione di risultati, e la partita col Toro è forse il manifesto di tutti i suoi limiti. Il riferimento è ai cambi nel finale di gara che, uniti alla sua iper agitazione, non hanno fatto altro che trasmettere paura alla squadra. Ecco allora il passo indietro, l’arroccarsi in area di rigore, il tonfo nel finale. L’ennesimo della sua gestione, che ha fatto perdere definitivamente la pazienza prima di tutto ai tifosi. In tribuna (sabato al fischio finale in tantissimi gli urlavano di tutto), sui social, in radio. Un’ondata di malcontento, con una richiesta quasi unanime: esonero.  Tra l’altro, ed è questo l’unico aspetto che conta ovviamente, alcuni di quei capi d’accusa sarebbero condivisi da parte dello spogliatoio. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

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