Venti giorni possono sembrare un’eternità quando la classifica morde e il centravanti titolare è costretto a guardare i compagni dalla tribuna. Moise Kean, però, è tornato e per la Fiorentina questa non può essere una notizia come le altre. Al Maradona, nella tana dei campioni d’Italia, il suo rientro non poteva garantire certo una scossa immediata, soprattutto con poco meno di mezz’ora nelle gambe e un punteggio difficile da recuperare.
Eppure il numero 20 ha lasciato subito tracce che vanno lette con attenzione: tre conclusioni tentate, una nello specchio che ha costretto Meret a una parata non banale, e soprattutto una presenza che ha cambiato la profondità della squadra. I numeri, in questo caso, aiutano a capire meglio delle sensazioni: indice di verticalità pari a 8, il più alto tra tutti i giocatori scesi in campo, Hojlund compreso. Tradotto: Kean è quello che più di tutti ha provato a rompere le linee di pressione avversarie, ad attaccare lo spazio e a dare una via d’uscita ai compagni.
Non solo. Sul piano atletico, il classe 2000 ha toccato i 27,7 km/h nello sprint, terzo miglior dato tra i giocatori viola scesi in campo, confermando che lo stop, pur lungo per i ben noti guai alla caviglia, non ha intaccato più di tanto le sue qualità esplosive. Segnali piccoli ma preziosi, soprattutto per una squadra che dovrà costruire la propria salvezza anche – e soprattutto – sulla capacità del suo centravanti di incidere. Adesso però servirà equilibrio. Kean scalpita come un leone in gabbia ma andrà gestito con attenzione. E questo Vanoli lo sa molto bene: «Abbiamo scelto un percorso di recupero che ora permetta a Moise di essere continuo: è troppo importante per noi», ha spiegato dopo il ko di Napoli.
L’idea è chiara: sfruttarlo già dal 1′ contro il Torino, riproporlo a Como e poi dosarlo (magari non convocandolo nemmeno) in Conference contro lo Jagellonia. Un piano necessario che verrà peraltro riproposto anche nei riguardi di un’ampia fetta della rosa che, per via dei vincoli della Lista Uefa, nel doppio match coi polacchi sarà ridotta all’osso, alla luce delle sei cessioni fatte a gennaio, dei quattro acquisti portati a termine (e oggi potrebbero arrivare fino a due nuovi elementi) e dei tre soli cambi consentiti nell’elenco comunicato alla Uefa a settembre. Intanto la Fiorentina staccherà per poche ore la spina: dopo la seduta di scarico di ieri, oggi è previsto giorno libero. Lo riporta La Nazione.
