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Corriere Fiorentino sottolinea: “Fiorentina ultima nella classifica degli scontri diretti. Porta inviolata solo 3 volte”

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino sottolinea: “Fiorentina ultima nella classifica degli scontri diretti. Porta inviolata solo 3 volte”

Redazione

26 Gennaio · 09:34

Aggiornamento: 26 Gennaio 2026 · 09:34

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Media punti con Vanoli non sufficiente per uscire dalle sabbie mobili

Dal Cagliari al Cagliari, 153 giorni dopo. Da Pradè-Pioli a Goretti-Vanoli, dalla sessione di mercato estiva a quella invernale, dalle ambizioni dichiarate alla dura realtà: sono passati solo cinque mesi, eppure quasi nulla è rimasto tale a sé stesso. Un aspetto, però, sì. Il più rilevante, il più difficile da digerire: la classifica. Proprio la prima partita della serie A 2025-26, quella di Cagliari dello scorso 24 agosto, aveva fatto intravedere quelli che sarebbero poi stati alcuni dei principali problemi della stagione viola: la gestione del vantaggio, i gol subiti nel finale, l’incapacità di mantenere la propria porta inviolata. All’epoca la Fiorentina non avrebbe certo potuto immaginare un campionato costantemente in zona retrocessione, ma dopo 22 giornate, e con la sconfitta dolorosissima di sabato sulle spalle, la situazione è divenuta terribilmente complessa.

E, a render ancor più pesante il tutto, vi è il tema degli scontri diretti. La Fiorentina infatti con le squadre dal 12esimo posto in giù — attualmente occupato dal Cagliari a quota 25 — ha raccolto appena sette punti in nove gare, frutto di una sola vittoria, con la Cremonese, dei pareggi con Cagliari, Torino, Pisa e Genoa, e delle sconfitte con Lecce, Parma, Verona e appunto Cagliari. Numeri, questi, diventati un fattore in una corsa salvezza sempre più mutevole, con un blocco di cinque squadre tra 25 e 23 punti (complice anche la rocambolesca vittoria del Genoa sul Bologna) e poi di uno stacco di ulteriori cinque punti per arrivare al Lecce a quota 18, a +1 sulla Fiorentina (prima del terzetto in zona rossa) e a oggi salvo.

Proprio lì, negli scontri diretti, sono arrivati gli scivoloni più pesanti, anche in ottica classifica avulsa. Nessuno ha raccolto meno dei 7 punti della Fiorentina con gli avversari di cui sopra: non il Pisa e il Verona con 8, tantomeno le migliori della classe Parma (18) e il Cagliari (17). Per la squadra gigliata il rendimento negli scontri diretti evidenzia poi le criticità in fase difensiva.

La Fiorentina è salita a 19 incontri su 22 con almeno un gol subito: i clean sheet restano quelli contro Torino, Pisa e Cremonese. Se 34 gol cumulati sono un elemento di per sé inequivocabile, ancor di più lo è quello relativo alle modalità con cui i viola sono capitolati negli scontri diretti, basti pensare al gol sopracitato nel finale con il Cagliari, la rete subita sugli sviluppi di una rimessa laterale con il Verona, le maglie larghe in area di rigore contro Lecce e Parma fino alle due mortifere ripartenze subite sabato contro la formazione di Pisacane. Ingenuità in sequenza che la Fiorentina ha pagato a caro prezzo per un ulteriore motivo: i viola contro le squadre della prima metà della classifica hanno fino a oggi raccolto più applausi che punti (7 in 11 partite contro le prime nove della graduatoria). E in tal senso pesano ancor di più i punti dilapidati (5) nel finale contro Como, Lazio e Milan, con un misero bottino finale di 2 punti.

La coperta, insomma, si è sempre più assottigliata. Per risalire non sono bastati 11 punti in 7 giornate (o 8 nelle ultime 5): la media di 1,08 punti a partita con Vanoli in sella — con 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, per 13 punti in 12 partite — al momento è sì un chiaro passo in avanti rispetto alla gestione Pioli (4 in 10, 0,4 di media) ma non sufficiente per uscire dalle sabbie mobili. Il margine d’errore in casa viola si è ridotto, con un calendario ora senza respiro tra Coppa Italia, serie A e Conference e otto gare in 33 giorni. Guai però a guardare troppo in là. È bastata infatti una singola partita, e una singola sconfitta, per restituire realismo e una brutale convinzione: la salita che conduce alla salvezza sarà più dura del previsto. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

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