La prestazione di Nicolò Fagioli contro la Cremonese racconta molto più di quanto dica il semplice risultato finale. I numeri della sua gara parlano di un centrocampista totale, presente in ogni zona del campo e finalmente vicino a quella versione che tanto aveva impressionato proprio ai tempi della sua esperienza in grigiorosso.
Novanta minuti giocati senza cali, 105 palloni toccati, a conferma di quanto il gioco sia passato dai suoi piedi. Non solo gestione, ma anche qualità nell’ultimo terzo di campo: 4 passaggi chiave, segnale di una visione di gioco tornata ad essere incisiva. Importante anche il contributo nelle giocate più complesse. I lanci lunghi, spesso uno dei suoi marchi di fabbrica, tornano ad essere efficaci: 6 su 9 riusciti, una percentuale che testimonia fiducia e pulizia tecnica. Ma la sua crescita non si limita alla fase di possesso. Fagioli ha mostrato una presenza costante anche sul piano dell’intensità e del sacrificio: 5 falli subiti, segno di una capacità ritrovata di proteggere palla e attirare pressione, e un dato impressionante nei contrasti, con 9 duelli vinti su 9. A completare il quadro, 10 recuperi, che certificano attenzione e letture difensive.
È proprio questa completezza che richiama alla memoria il Fagioli più apprezzato nel suo anno alla Cremonese: un centrocampista moderno, capace di unire qualità, personalità e lavoro sporco. Forse è ancora presto per parlare di definitiva consacrazione, ma i segnali sono chiari: Nicolò Fagioli sembra finalmente sulla strada giusta per ritrovare la sua forma migliore.
