La squadra in ritiro dalla serata di domenica, l’allenamento al mattino guidato da un allenatore che non sa se (e con quanta convinzione) sarà confermato o meno, due dirigenti (uno alla prima esperienza in un club di serie A, l’altro che nella vita si era sempre occupato di altro) rinchiusi in ufficio in riunione di fatto permanente e in costante contatto con gli Usa per aggiornare il presidente e, ovviamente, in attesa che fosse lui a dire l’ultima parola. Il tutto, con una partita di Conference dietro l’angolo (decisiva per la qualificazione diretta agli ottavi), un viaggio da organizzare (e per fortuna che Losanna è vicina…), una partita di campionato, domenica con l’Udinese, per l’ennesima volta da «vita o morte» e il centro di coordinamento viola club che accusano Commisso e annuncia: «Le nostre strade si dividono».
Se qualcuno ha come l’impressione di aver già vissuto una giornata come quella di ieri, stia però tranquillo. Non è impazzito. Il fatto è che dal 3 novembre, al 15 dicembre, è cambiato quasi tutto perché non cambiasse nulla. Dal post Fiorentina-Lecce (giocata il 2/11) al post Fiorentina-Verona. Quarantatre giorni, per ritrovarsi allo stesso, identico, paradossale stato delle cose. Certo, una differenza c’è: il fatto che ieri mattina sia stato Paolo Vanoli a dirigere l’allenamento (si andrà per ora avanti con lui) e non, come successo con Pioli (che lasciò che fossero gli uomini del suo staff a occuparsi del lavoro sul campo), quella di cambiare ancora.
Eppure, qualche riflessione c’è stata. Anche sull’allenatore. Del resto la gestione della gara di domenica è stata come minimo discutibile, così come nessuno può far finta di nulla davanti a una media punti identica a quella del suo precedessore e a numeri molto simili anche per quanto riguarda gol fatti e subiti. Vanoli insomma, non ha aggiunto nulla. Alla fine però, forse anche per mancanza di alternative credibili (circolavano voci sul ritorno di Pioli, su Iachini, sulla promozione di Galloppa, perfino su Ballardini, presente al Franchi domenica…) si è scelto di andare avanti così. Tecnico, quindi, ma non solo. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
