Giorni surreali in casa Fiorentina tanto che gli umori hanno variazioni ormai praticamente continue. Prima lo sconforto di società e tifoseria all’annuncio di Palazzo Vecchio dell’impossibilità pratica di poter festeggiare i cento anni del club, nell’agosto del prossimo anno, con la curva Fiesole ultimata. Poi la gara di ieri dove i tifosi hanno ‘ignorato’ l’annuncio settimanale (quantomeno a livello di striscioni o cori) alla quale ha assistito anche la sindaca Sara Funaro, uscita prima del fischio finale dal Franchi per un impegno istituzionale a Palazzo Vecchio, che in settimana aveva detto di essere la prima ad essere dispiaciuta per lo slittamento dei cantieri. Gli umori, si diceva.
Con la Fiorentina sotto di due reti a metà ripresa (che a un certo punto erano diventate tre prima che l’arbitro annullasse la segnatura al Bologna) riempita di fischi al suo pubblico. Infine l’assalto finale, il pari riacciuffato e perfino la vittoria sfiorata all’ultimo respiro che non hanno certo riacceso alcun entusiasmo ma hanno quantomeno ‘congelato’, almeno finora, la protesta massiccia della tifoseria.
Ora, in attesa della delicatissima trasferta di Milano contro l’Inter mercoledì sera, si torna a discutere del pasticcio cantieri con la Fiesole che, secondo le previsioni, dovrebbe essere ultimata soltanto all’inizio del 2027. In attesa dunque della pubblicazione del nuovo cronoprogramma dei lavori atteso per questa settimana filtrano indiscrezioni secondo le quali sarebbe stata vergata nero su bianco un’ipotesi per cercare di recuperare il tempo perduto dei cantieri: la squadra viola potrebbe abbandonare temporaneamente lo stadio dal 1° giugno del 2028 al 31 dicembre dello stesso anno disputando altrove le gare casalinghe. Sette mesi senza l’intralcio della logistica legata all’organizzazione delle gare al Campo di Marte per dar modo a ditte e operai di dare un’accelerata decisiva ai lavori. Lo riporta La Nazione.
