L’ultima mossa spetta a Pioli, che oggi festeggia la 500^ panchina in Serie A. Nel pomeriggio durante la riunione tecnica, con annessa comunicazione ai suoi giocatori della formazione anti Milan, mettendo insieme anche il provino di ieri mattina con il provino di stamattina: ma Moise Kean c’è.
Pronto a riprendersi il centro dell’attacco e la responsabilità di essere il totem cui si possa aggrappare la Fiorentina per risollevarsi. Pronto a giocare dall’inizio lui dubbi non ne ha. E nemmeno Dodò che ha anticipato la decisione ieri in una storia Instagram.
Ha fatto di tutto per esserci, fin da lunedì sera quando è rientrato a Firenze da Udine con la caviglia destra malconcia per l’infortunio di tre giorni prima in Estonia, rimandato a casa dal ct Gattuso perché la distorsione gli avrebbe impedito di giocare contro Israele. Ma non cosi malconcia, come avevano già evidenziato gli accertamenti a cui si era sottoposto nel capoluogo friulano e di suo Kean da quel momento in avanti ci ha messo molto, anzi moltissimo per non mancare stasera sul palcoscenico prestigioso di San Siro in un’occasione che conta più delle altre per lui e per i compagni. Terapie e allenamento specifico fino a giovedì, seduta parziale in gruppo venerdì, tutto bene e tutto secondo i piani e le speranze e cosi le buone sensazioni espresse da Pioli in conferenza stampa sono diventate gradualmente certezze. Il quasi sarà eliminato soltanto alla consegna delle note ufficiali, ovviamente, però Moise già ieri ha fatto quello che doveva per convincere l’allenatore parmigiano a dargli quel posto che è suo per diritto di gol: cambi di direzione, corsa e tiro, nessun freno psicologico. La rifinitura è diventata una specie di via libera.
Voleva e vuole mettere in mostra il suo numero 20, Kean, li dove nella scorsa stagione ha già colpito segnando la seconda delle due reti con cui la squadra viola stava vincendo al Meazza dopo 10 minuti (2-2 il finale per la rimonta rossonera firmata Abraham e Jovic). Con Gudmundsson accanto e con Fagioli e Mandragora alle spalle insomma pressappoco come dovrebbe essere anche stasera in Milan- Fiorentina che poco o niente ha a che vedere con quello del 5 aprile: l’islandes rigenerato dalla nazionale sperano Pioli, club e tifosi, vicino a Kean, Fagioli e Mandragora a completare il centrocampo che avrà Nicolussi Caviglia il regista e Dodò e Gosens gli esterni. Sottolineato che Fazzini e Ndour a proposito di reparto di mediano, non vanno considerati fuori dalle scelte sempre per gli immancabilil cambi in extremis. A Pongracic, Pablo Mari e Ranieri il compito di difendere la porta di De Gea. Richardson non sarà del gruppo: non è stato convocato per lombalgia come riporta il Corriere dello Sport – Stadio.
