La scomparsa di Franco Zeffirelli, per tutti “il maestro”, ci infonde tristezza e malinconia. Un grande fiorentino ci lascia, scavando un vuoto incolmabile: nell’arte, nel cinema, nella cultura… nel tifo viola. E attenzione, l’ordine citato non è di valori, anzi… per noi che abbiamo avuto la fortuna di parlarci, di intervistarlo, abbiamo capito che la Fiorentina veniva per prima. Al massimo per seconda, ma di certo non recitava un ruolo da comprimaria. Ed a ruota veniva l’odio, il fastidio, il rancore mai sopito per il colore bianconero. Se di colore si può parlare… La vita da tifoso di Zeffirelli, infatti, si giocava su due campi ben distinti, allo stesso tempo contigui: l’amore per la squadra della sua città, l’astio per quella che era la nemica storica… la Juventus. Tanto da esser stato querelato dall’avvocato Agnelli, ed averne fatto una bandiera. Al di là di questo, la frase del maestro che più ci è rimasta impressa è quella del richiamo all’unità, all’amicizia, all’armonia che deve caratterizzare la passione per la Fiorentina. Nessun contrasto, nessuna divisione, solo giudizio ed intelligenza. Anche perchè, proseguiva Franco ultrà della curva, tifare Fiorentina è un modo per restare giovani. E si sa, quando si è giovani è tutto più bello. Quindi, perchè invecchiare nella lite, nel contrasto, nella divisione? Franco Zeffirelli ci ha lasciato questa grande eredità, all’alba della stagione del rilancio: sprecarla sarebbe un delitto. Anche perchè un tifoso come il maestro Zeffirelli chissà quando ci ricapita…

  • A proposito di unità ed armonia, non ci tacciate di guastafeste, piuttosto che di menagrami, ma il comportamento di Federico Chiesa (da due settimane a questa parte) non ci piace per niente. Ed usiamo un eufemismo. Rocco Commisso lo vuol tenere, adeguandogli il contratto. Addirittura allungandolo, consegnandogli la fascia di capitano e le chiavi della squadra. Rocco ha individuato in Federico il nuovo Antognoni (almeno per la prossima stagione), non vuole che diventi il “suo” Baggio, insomma… Rocco da Gioiosa Jonica ha fatto (e sta facendo) la sua parte senza se e senza ma. Dall’altra parte, scena muta. Anzi… le poche parole proferite da Federico Chiesa sono state rivolte a tutti: madre, padre, famiglia, fidanzata, nazionale… Unica assente ingiustificata: la Fiorentina. Nessun accenno a Firenze, ai fiorentini, alla nuova proprietà, niente di niente. Nonostante Federico Chiesa abbia un contratto in essere fino al 2022. Anche ieri sera, al termine di una partita trionfale con l’under di Di Biagio (doppietta e grande prestazione), neppure un ringraziamento alla società che ti ha permesso di essere lì, di diventare… Federico Chiesa. Chiariamo subito: nessuno obbliga Federico a spendere parole al miele per la Fiorentina mentre è in ritiro con la nazionale. Però, c’è un però… Avete presente “I dolori del giovane Werther?” opera di Goethe, nella quale un giovane virgulto si innamora di Charlotte, già promessa a tale Albert, e nel silenzio del suo dispiacere si suicida sparandosi alla tempia? Ecco, sostituite Werther a Federico, Charlotte alla Juventus, ed Albert alla Fiorentina. La fine peggiore la fa proprio il giovane Werther, che si illude di poter indirizzare il proprio destino come meglio crede, ed invece si trova a fare i conti con la dura realtà. Proprio come Federico potrebbe scontrarsi con la volontà di Rocco Commisso, che non ne vuol sapere di privarsi del suo gioiello alla “prima” con la Fiorentina. Ed allora che fa il giovane Federico? Si spara per la disperazione? Non crediamo sia il caso. Come non crediamo sia giusto alimentare attriti ed ulteriori divisioni. Firenze non ne ha bisogno, sopratutto non ne ha voglia. Ha già dato. Caro Federico, un anno passa presto… poi si vedrà. Altrimenti il copione è già scritto: porti in dote 120 milioni e verrai accompagnato alla porta. In alternativa c’è la sala stampa del Franchi che ti aspetta: una bella dichiarazione urbi et orbi, così da chiarire una volta per tutte chi vuole cosa. Firenze viene da una stagione devastante, nella quale la tifoseria si è spaccata e tutt’ora non si è riunita. Firenze non ha bisogno di altre recite o pantomime di bassa lega. Morto un Papa se ne fa un altro, figuriamoci se non siamo in grado di “fare” una semplice ala destra, seppur di grande prospettiva… Pensaci Federico.