In apnea. La Fiorentina continua a seguire con il fiato sospeso l’evoluzione del problema nella zona della tibia di Kean. Perché malgrado il tentativo (poi fallito) di recuperarlo domenica per il Parma e la cautela massima usata domani contro il Rakow, non vi è alcuna certezza sulla presenza di Moise nemmeno nella sfida di lunedì a Cremona. Partita per la quale non esistono aggettivi per definirne l’importanza.
Non è noto il momento del definitivo rientro in gruppo e di conseguenza del ritorno in campo. Anche ieri l’ex juventino ha fatto seduta differenziata e tra terapia conservativa, lavoro specifico, visite lampo ed ore e ore trascorse ogni giorno al Viola Park, stanno passando i giorni. La convocazione di Kean per Cremona resta al momento fissata intorno al 50% e nessuno, compreso la Fiorentina che può far poco oltre che lavorare e sperare, è in grado attualmente di sciogliere il dubbio. Otre all’infortunio si accumulano altre problematiche. Come ad esempio la perdita di condizione atletica visti i molti giorni privi di lavoro in gruppo, senza considerare l’attenzione che va posta nel non affaticare altre parti della gamba.
Difficilmente fino a sabato verrà sciolto l’arcano e non è detto che basti. La partita è fissata lunedì sera e lo staff viola si prenderà tutto il tempo necessario per decidere. Logico che Piccoli resti in preallarme e a catena questo possa andare ad incidere sull’attacco da schierare domani contro il Rakow per preservare l’ex Cagliari. In campionato Kean ha giocato da titolare soltanto 21 partite su 28, in tre circostanze è entrato dalla panchina, mentre quattro sono le gare saltate. Otto le reti in Serie A. Lo riporta Repubblica.
