Ecco l’articolo di Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino oggi in edicola: “Una cosa è certa: con una difesa così conquistare la salvezza rischia di diventare davvero un’impresa. Anche quando tutto sembrava apparecchiato per il ritorno alla vittoria e per una notte (almeno) fuori dalla zona retrocessione, la Fiorentina non è riuscita ad andare oltre un pareggio contro il Torino. Troppi gli errori, troppa la superficialità, ma anche del tutto sbagliato l’atteggiamento degli uomini di Vanoli che si sono chiusi in difesa cercando di portare a casa i tre punti e che invece hanno finito per portarsi il pericolo in area di rigore.
Un film già visto, l’ennesimo, un’altra partita in cui la Fiorentina ha mostrato più i suoi limiti che i suoi (pochi) pregi. Eppure Solomon e Kean erano riusciti a ribaltare la gara, rimediando all’assurdo errore di Dodò in occasione del primo gol. Una rete che Vanoli farebbe bene a proiettare a loop nello spogliatoio perché è una specie di manifesto di come i viola non stiano prendendo troppo sul serio la propria condizione di classifica. Non può un centrocampista avversario saltare solitario all’altezza del dischetto di rigore con i difensori che salgono senza nemmeno guardarsi intorno. Superficialità, leggerezza e pure una buona dose di errori tecnici, la Fiorentina continua ad essere vittima di tutto questo e a raccogliere, partita dopo partita, «mazzate» che non possono che affossare ancora di più il morale.
Ieri la Fiorentina poteva mettere pressione alle altre e prendersi un po’ di fiducia. Tutto inutile invece, la strada resta lunga e impervia. E le 24 partite giocate fin qui dimostrano ormai che niente è avvenuto per caso e che il male che affligge la Fiorentina è molto più duro da estirpare di quanto, forse anche nella stessa società, si potesse pensare.”
