La Fiorentina si presenterà a Verona questo pomeriggio in emergenza totale, di quelle mai viste prima d’ora in stagione. Non più di classifica, perché i due punti di vantaggio su Lecce e Cremonese danno un minimo di respiro nella lotta salvezza, bensì di organico, visto che per il match di oggi Paolo Vanoli sarà costretto a fare a meno di ben cinque giocatori: Dodo, Fortini e Mandragora (ma i loro forfait erano quasi scontati dopo i problemi accusati nelle scorse settimane, dai quali nessuno ha recuperato) ma soprattutto Solomon e Parisi, le cui assenze penalizzeranno l’allenatore sia nella gestione della fase difensiva (adesso sulla fascia destra dovrà per forza di cose giocare Comuzzo, se verrà confermato lo schieramento a quattro) che in quella offensiva (di ricambi di ruolo in corso d’opera ce ne potranno essere al massimo due e peraltro riguarderanno solo prime punte).
Un problema da non poco, che ha complicato in modo evidente la vigilia di una delle sfide più delicate dell’anno. Ad affliggere Vanoli in modo particolare è stato lo stop di Parisi, che fino a giovedì sembrava del tutto ristabilito: a causa, però, di una botta ricevuta nell’ultimo turno di campionato contro l’Inter, l’ex Empoli non ha recuperato e lo staff medico ha deciso di preservarlo per la gara di Conference contro il Crystal Palace. Stesso discorso per Solomon, che nonostante già sabato scorso nella seduta a porte aperte fosse parso guarito e in forma (ha svolto tutta la partitella) non è stato ritenuto idoneo per riprendere l’attività agonistica.
Possibile che queste mancate convocazioni possano rientrare in una maxi pretattica in vista dell’importantissima gara di Conference di giovedì? Non è da escludere, anche se in casa viola hanno tutti ben chiara quale sia (e continuerà ad essere almeno per tutto aprile) la priorità di questa stagione: la salvezza in campionato.
Venendo dunque alla formazione di oggi contro l’Hellas, tutto lascia pensare che – al netto delle voragini in alcuni reparti – l’assetto di partenza sarà ancora quello visto negli ultimi mesi, ovvero il 4-1-4-1. Davanti a De Gea, spazio come detto a Comuzzo (in posizione di terzino «bloccato»), Rugani, Ranieri e Gosens nella linea difensiva mentre a centrocampo, oltre al solito Fagioli in cabina di regia, ci saranno Brescianini e Ndour. In attacco scelte più che obbligate: Harrison a destra e Gudmundsson a sinistra, mentre per il ruolo di prima punta resta aperto il ballottaggio tra Kean e Piccoli: l’ex Cagliari, tuttavia, sembra in vantaggio. Convocati anche molti giovani della Primavera, nessuno dei quali però fa il terzino destro: Kospo, Sadotti, Bonanno, Deli e Braschi. Lo riporta La Nazione.
