Il giorno dopo è stato quello dei processi. Inevitabili e puntuali. Fastidiosi, per chi immaginava di aver cominciato a tirarsi fuori dalla palude. E lì al centro del dibattito c’è la difesa di Vanoli, perforata in Serie A 42 volte, con 7 gol al passivo nello spazio di 4 giorni. Numeri che ri-mettono i brividi. Perché il dato complessivo del campionato (peggio hanno fatto solo Torino, Pisa e Verona) racconta una verità scomoda: ovvero che la Fiorentina comincia sempre la partita con almeno un gol di svantaggio. Lo dicono i numeri, lo dice la tenuta di una retroguardia troppo fragile per calarsi nelle battaglie. Ed è questo il problema principale, fermo restando che la Fiorentina ne somma diversi in giro per il campo.
A questo resta da aggiungere il triste primato in solitaria dei gol presi su palla inattiva. Ormai una triste routine, che ha portato i viola a veder entrare in porta (rigori compresi) 13 gol da calci piazzati. In più c’è l’analisi impietosa del ritorno alla difesa a tre. Esperimento fallito nella notte di Udine. Si cercava più protezione, si è trovato un assetto che ha reso tutti più vulnerabili. Lo scrive La Nazione.
