All’atto pratico sono stati sei giorni di allenamento quelli che hanno permesso a Paolo Vanoli di rimettere in bolla la propria squadra dal punto di vista fisico e mentale. All’inizio e in mezzo alla sosta anche qualche giornata di riposo, fondamentale per recuperare energie in vista di un periodo nel quale la Fiorentina si giocherà tutta la stagione sul doppio fronte della corsa salvezza e della Conference League. Una la seduta che resta, con il gruppo al completo, prima della partenza di questa sera alla volta di Verona.
Ma se dal punto di vista tattico la Fiorentina è una squadra finalmente equilibrata (diciamolo a bassa voce) il ‘timore’ del tecnico era che mentalmente il gruppo fosse un po’ ‘cotto’ dopo la lunga rincorsa invernale. Tante le energie spese per rimettere in sesto una stagione che si era fatta pericolosa. Per questo si è badato molto al recupero nel corso dell’ultimo stop. Parallelamente c’è stata l’esigenza di far capire a tutti che la testa dal carro armato non la si può togliere.
Percorso salvezza indirizzato (a proposito, niente scherzi al Bentegodi…), ma nessuno può sentirsi al sicuro prima del tempo. Nemmeno dopo l’ottima prestazione contro l’Inter che ha chiuso la penultima parentesi della stagione. Dai nerazzurri al Verona. Partite diverse, ma sicuramente intense.
Altro capitolo fondamentale. La brillantezza fisica sarà determinante da qui in avanti. Ci sono giocatori in bilico, che spostano l’ago della bilancia. Di Kean si sa tutto. In recupero Solomon, pedina sulla quale Vanoli punta forte. Dodo ha rallentato nella seduta di sabato. Poca paura e nessuna lesione, ma un po’ di prudenza è d’obbligo. Così come per Mandragora. Tanto lavoro per tutti, compreso lo staff sanitario, che lavora molto anche per prevenirli gli infortuni. Adesso il livello si alza, la Fiorentina in un mese e mezzo si gioca tutto per davvero. Lo scrive La Nazione.
