«Mai fidarsi di un leone ferito», anche se si tratta di un ‘ciuccio’, come dicono da quelle parti. Già, perché il Napoli di adesso ha perso diversi pezzi per la strada e tutti lo danno in difficoltà, ma non è un asino senza guida. Anzi. Pensare che gli azzurri scendano in campo in tono dimesso significa non conoscere, o non aver imparato a conoscere le squadre allenate da Antonio Conte. Stanchezza, difficoltà e infortuni. Ma nella chimica azzurra di uno scudetto ritrovato, Conte è stato un ingrediente decisivo. Ha martellato la testa dei giocatori come il miglior Capello, tenendoli sempre sotto pressione. Anche in condizioni estreme. Ecco perché Vanoli e la Fiorentina sono avvertiti.
Al ‘Maradona’ arriva una squadra reduce da un brutto scivolone in coppa, messo in preventivo, certo ma con qualche interrogativo su tenuta soprattutto mentale. Il tecnico viola aveva rimescolato le carte, in una logica di rotazioni obbligate, ma è stata la passività finale che ha lasciato interrogativi. Se è vero che l’aria di mare riempie i polmoni e può dare una mano ad allontanare le delusioni e i cattivi pensieri dell’ultima settimana, bisogna anche darsi una mano dall’interno. Affidarsi cioè agli uomini di temperamento.
Che cosa serve, alla Fiorentina, al ‘Maradona’? Prima di tutto, prima ancora delle qualità e dei ‘difetti’ del Napoli, ritrovare se stessa. Un gruppo unito, compatto, con carattere, senza incertezze. Questo deve dimostrare, la Fiorentina, nello stadio dedicato al dio pagano del pallone. Guardarsi allo specchio per rivedere la squadra di Bologna, di Roma con i biancazzurri, del Franchi con il Milan, una Fiorentina meglio definita, nell’idea di gioco sulle corsie e nel modo di stare in campo, guidata dal (ri)trovato Fagioli. E non l’immagine evanescente e dagli occhi spenti degli ottavi di Coppa Italia, dal 20′ del primo tempo in poi.
Vanoli ritrova anche Kean, tornato tra i convocati dopo i guai alla caviglia; ma anche Piccoli che, pur non al meglio per il guaio muscolare rimediato in coppa, dovrebbe partire titolare. La squadra sarà seguita anche dal neo presidente Giuseppe Commisso e dalla signora Catherine. Ieri proprio il figlio di Rocco ha ribadito un concetto: «Porteremo la Fiorentina al livello che la città di Firenze merita». Non un tema secondario. Anzi. Lo scrive La Nazione.
