Capitolo Fagioli. Ha iniziato (con convinzione) a calarsi nei panni del regista. Dell’addetto a smistare il pallone e far ragionare la squadra. Il ruolo, evidentemente, gli piace e non a caso, l’ex juventino ha saputo mettere la firma su prestazioni di livello. Ha il passo del centrocampista che può dettare i tempi e allo stesso tempo aiutare la mediana nella fase di controllo del gioco per poi farlo ripartire e costruire la fase offensiva.
Dal giorno del suo arrivo a Firenze si era smarrito nella dialettica tattica in cui era finito con Pioli. Regista, mezz’ala, trequartista, sottopunta: aveva fatto di tutto. E lo aveva fatto male. I numeri che rileggono la sua prestazione di domenica scorsa (da sofascore-italia) sono un inno all’ottimismo: 4 passaggi chiave, nove duelli vinti su nove, lanci lunghi precisi sei su nove. Ora che però qualcuno gli ha fatto capire che lui era venuto alla Fiorentina per dare razionalità al gioco viola e per mettere cervello e idee nelle manovre, Fagioli ha deciso che questo ruolo e queste responsabilità erano lo sciroppo giusto per guarire da una condizione psico-fisica che lo aveva fatto avvicinare alla definizione di acquisto-flop. Fagioli sarà non utile ma indispensabile per guidare il gioco della Fiorentina che vuole correre nella direzione della salvezza. Vanoli lo sa. E lo sanno anche i compagni di spogliatoio. Lo scrive La Nazione.
