C’era chi lo chiamava Fagiolino, qualcuno Fagiolone. Non è una questione di vezzeggiativi, ma di qualità e continuità. ‘Bravo sì, ma non è un regista’. ‘Ha doti, però non è continuo’. ‘La stoffa c’è, anche se i problemi fuori dal campo lo inseguono’. E chi più ne ha, più ne aggiunga. Tutte espressioni che hanno forgiato il ragazzo fragile che aveva solo bisogno di respirare fiducia attorno a lui. E da quando Fagioli è diventato il perno del gioco viola – diamo a Vanoli quello che è di Vanoli – la Fiorentina ha (ri)scoperto un talento del calcio di casa che aveva solo bisogno di sentirsi apprezzato e difeso. Non è un caso che le ultime prestazioni siano andate in crescendo. E allora proviamo a rileggere, attraverso i giudizi de La Nazione, i giudizi delle ultime tre partite, passando dal 6 al 7,5.
Parma-Fiorentina
«L’unica certezza è che non vada in sintonia con i compagni di reparto, qualunque siano. Quando lui è in ritmo, non lo sono gli altri. E viceversa. Un lancio di moneta: stavolta è uscita testa e lui dimostra oggi di averla. ‘Del doman non v’è certezza’. Fa tutto in una zona di campo di poco pervenuti. Ha sempre le chiavi del gioco e cerca di variare. Fa tanto lavoro anche in copertura e quando si accende nascono situazioni pericolose. Da solo è tanta roba».
Fiorentina-Cremonese
«Sempre nel vivo del gioco, ha le chiavi della Fiorentina e cerca sempre di sbloccare la serratura. Non sempre è preciso nell’ultimo passaggio, ma gioca tantissimi palloni – ne recupera in ogni caso altrettanti – e ci può stare; in questo momento Vanoli non può fare a meno di lui. Cerca la giocata e si vede anche da questo che è in fiducia. Ora serve anche la continuità. Con quella sarebbe da nazionale».
Lazio-Fiorentina
«Se adesso inizia anche a essere continuo nelle prestazioni la Fiorentina ha trovato il suo uomo d’ordine e di fatica in mezzo al campo: non si può prescindere da lui nelle due fasi. Sta bene fisicamente, ma soprattutto mentalmente e si vede. Salva la prima conclusione di Gila poi si ripete e sempre sulla linea. Quando ha il pallone tra i piedi si accende il planetario viola. Perla di intuizione pura l’assist per il gol di Gosens». Ora deve solo continuare così. Ci saranno altri momenti difficili, ma è la consapevolezza che fa la differenza. E chiamatelo solo Fagioli. Per favore. Lo scrive La Nazione.
