Stasera alle ore 21:00 la Fiorentina scenderà in campo per l’andata di Conference League contro lo Jagiellonia Białystok in condizioni climatiche proibitive: previsti -8 gradi.
Un freddo pungente che riporta alla memoria notti europee di altri tempi. A raccontarlo, ai microfoni di Radio FirenzeViola, è stato Pino Pellicanò, ex giocatore viola, che ha ricordato una storica trasferta a Kiev nel 1989, giocata addirittura a -13 gradi.
«Era un freddo incredibile… era come se le orecchie si stessero rompendo» – ha raccontato Pellicanò. «Però fortunatamente avevamo Pallino Raveggi, che ci aveva dato il grasso di vacca e con quello ci siamo un po’ salvati. In panchina ci avevano dato un fagottino da mettere in tasca che, tenendolo in mano, ci riscaldava».
Un calcio d’altri tempi, ma il tema resta attuale. «Era freddo, e il pericolo stasera può essere quello. Però una volta che sei in campo, correndo, ti scaldi. Il campo era una lastra di ghiaccio: l’importante è correre, perché -8° è un qualcosa di incredibile».
Infine, un consiglio al portiere Lezzerini, atteso dal debutto in una serata così delicata: «L’importante è che non stia mai fermo. Anche se per il portiere è difficile, deve cercare di muoversi il più possibile. Correndo lateralmente in area magari ti tiene un po’ caldo».
