24 Settembre 2021 · 15:12
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Il bilancio della Fiorentina del 2017, il fatturato crolla, i diritti tv salvano. Nel 2018 invece…

Tuttomercatoweb  ha fatto i conti in tasca alla Fiorentina e stilato il bilancio economico dell’anno passato. Ecco quanto scrivono:

È una nuova fase, per i Della Valle. Dopo avere provato a portare Firenze in alto, quasi nell’Olimpo del calcio italiano, qualcosa è cambiato. I dirigenti viola hanno tirato i remi in barca, organizzando in realtà una solidità economica evidente, quasi a cercare di recuperare tutti i soldi spesi nei primi anni della propria parentesi, abbassando il monte ingaggi per poi, eventualmente, vendere.

I quasi 55 milioni di euro che la Fiorentina può vantare dai diritti televisivi danno un buon polmone su cui puntare, ma c’è da dire che il fatturato è sceso parecchio rispetto all’anno precedente. Parlando di quello netto, a quota 90,2, si può considerare come più del 60% del valore di produzione viola sia derivante proprio dalla tv. Sottolineabili le plusvalenze, fissate a 88,7 milioni, con le cessioni di Bernardeschi, Vecino e Kalinic in particolare.

C’è stato un forte impatto per il cambio di organico. Così i costi, 128 milioni di euro, sono derivati soprattutto dagli acquisti. Da Simeone, 16 milioni di euro, a Benassi, 10 milioni. Poi Veretout e Milenkovic, finendo per Eysseric, Thereau, Biraghi e Laurini. Una cinquantina insomma arrivano dal mercato in entrata, per il resto la Fiorentina persegue un modello di business che sia sostenibile anche senza le plusvalenze, deficitandx però sul piano degli obiettivi.

Sembra quasi che i Della Valle aspettino di avere la possibilità di costruire lo stadio, in zona Mercafir, che al momento è abbastanza legata all’allargamento dell’Aeroporto di Peritola. La politica insomma pare influenzare anche le prossime scelte. Dall’altra parte c’è Federico Chiesa, una possibile plusvalenza da una sessantina di milioni, che concederà un sicuro utile, uguale se non maggiore ai 36 milioni di utile del 2017. Nel 2018 invece acquisti e cessioni sono andate di pari passo e, probabilmente, sarà così pure per il bilancio.

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