Durante la trasmissione “Il Salotto dello Sport” su RTV38, Ciccio Graziani ha analizzato il momento dell’ACF Fiorentina, partendo dal successo in Polonia in Conference League.
“Il risultato è stato netto anche se la squadra polacca non mi è dispiaciuta ed ha avuto occasioni. La Fiorentina delle riserve ha giocato una buona partita e la vittoria dà autostima. E in Conference quest’anno non ci sono squadre di grandissimo livello di qualità e si potrebbe pensare ad una finale. Fare questo tipo di turnover ti dà poi la possibilità di mettere i migliori in campionato. I giocatori in campo erano sì importanti ma c’era un buon turnover e questa vittoria porta entusiasmo per affrontare il campionato. Oggi saremmo retrocessi ma mancano 13 partite e la risposta che la squadra sta dando ci dà fiducia”.
Per Graziani, i segnali incoraggianti non mancano: “Nelle ultime 10 partite la Fiorentina ha raccolto buoni punti, peccato per la prima parte di stagione, ma ho sempre detto che la qualità è alta e serve solo il coraggio di affrontare le partite senza timori, se ci riesce i presupposti tecnici per cogliere la salvezza ci sono”.
L’ex attaccante non nasconde però le perplessità sulle cause della stagione complicata: “No, l’unica sensazione è che nonostante la campagna acquisti sia stata di miglioramento per l’attacco, Dzeko non è servito neanche di passaggio, Kean non era più lo stesso, Gudmundsson va a corrente alternata e da Piccoli mi aspettavo di più perché si è fatto coinvolgere dal clima negativo. Però io sono fiducioso che possa venire fuori la qualità”.
Particolarmente netto il giudizio sulla vicenda legata a Ranieri: “Ora è tornato ma è una storia che non mi piace, quando gli è stata tolta la fascia gli è stato fatto un torto, è andato in crisi ed ha fatto errori come gli altri giocatori in fase difensiva nonostante una difesa che era la stessa dello scorso anno”.
Infine, un passaggio su Fazzini e sulle nuove soluzioni offensive: “Ha avuto un paio di infortuni che lo hanno condizionato ma per me Fazzini è un trequartista e lì abbiamo Gudmundsson. Poi l’arrivo di Solomon ci ha dato quell’imprevedibilità che nessuno dei due aveva saputo darci, con lui siamo migliorati”.
