Il Viminale ha lanciato segnale forte. Una presa di posizione dura per arginare il fenomeno degli scontri tra tifosi, dopo quanto accaduto domenica lungo l’autostrada A1. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso ieri di vietare le trasferte ai tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione. Il provvedimento, mai visto finora nel calcio, in cui si fa riferimento anche ai gravi precedenti in Italia e all’estero delle due tifoserie, è stato deciso direttamente dal ministro dopo che l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che si era riunito in mattinata, aveva rinviato la decisione alle «valutazioni dell’Autorità nazionale di pubblica sicurezza». Piantedosi ha quindi adottato, con un proprio decreto, misure specifiche per «i disordini posti in essere in autostrada da gruppi organizzati delle tifoserie della Roma e della Fiorentina lo scorso 18 gennaio durante la movimentazione per raggiungere le sedi delle rispettive trasferte». Del resto il ministro è sempre stato molto attento ai fenomeni di violenza legati al calcio, tanto che nella passata stagione sono stati diversi i tavoli al Viminale per cercare soluzioni insieme a Federcalcio, Leghe e ovviamente ministro per lo Sport. Tanti anche i provvedimenti, ma ora si vuole dare una nuova stretta.
I tifosi giallorossi, diretti a Torino, e quelli viola, attesi a Bologna, si sono incrociati intorno alle 12.30 dalle parti di Casalecchio di Reno, trasformando l’autostrada in un campo di battaglia che ha portato al danneggiamento di diverse auto. Circa duecento persone incappucciate hanno occupato la corsia d’emergenza e si sono affrontate con mazze, spranghe e caschi, dileguandosi prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Ultimamente si erano registrati anche altri episodi: alcuni giorni fa c’era stata una violenta rissa tra ultrà prima di Como-Bologna, con due arresti e 53 denunce; il 14 dicembre guerriglia urbana davanti a Marassi fra tifosi del Genoa e dell’Inter e lo scorso ottobre poi era arrivato il divieto di trasferta per tre mesi per i sostenitori di Pisa e Verona per gli scontri avvenuti prima del match in Toscana, sanzione poi sospesa l’11 dicembre da Piantedosi, dopo un’istanza della Lega Serie A, per il «concreto ravvedimento delle tifoserie».
Ma torniamo a Roma e Fiorentina. Le due società al momento non commentano, preferiscono valutare una volta acquisite le carte. Perché è evidente che il danno per entrambe sia grande. Vediamo quali sono le otto trasferte in cui giallorossi e viola perderanno il sostegno dei propri, sempre calorosi, tifosi. La Roma giocherà fuori casa a Udine, Napoli, Genova, Como, Milano con l’Inter, Bologna, Parma e Verona nell’ultima di campionato. La Fiorentina a Napoli, Como, Udine, Cremona, Verona, Lecce, Roma proprio contro i giallorossi e Torino con la Juve. Partite importanti, insomma, sia per chi lotta in zona Champions, sia per chi vuole definitivamente allontanarsi dal pericolo retrocessione. Ma era stata la stessa Lega Serie A lunedì a discutere con preoccupazione il caso in Assemblea. «Voglio fare una riflessione sugli scontri avvenuti in autostrada – aveva poi detto Simonelli -, un fatto oggettivamente molto grave. Stiamo facendo tantissimo per costruire un’immagine pulita del calcio e queste cose assolutamente non aiutano. Il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con questioni delinquenziali». Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
