Di sicuro la sua cura funziona: la Fiorentina ha perso solo due volte in A nel 2026, conquistando 15 punti, e per la prima volta dopo 7 partite non ha subito gol. Il cambio di allenatore invece non ha fatto svoltare il Pisa: due sconfitte e un pari con Hiljemark, che ieri ha pagato un primo tempo regalato agli avversari e a difficoltà nel creare palle gol, come dimostra il fatto che gli unici tiri in porta siano arrivati dopo il 90′ e l’occasione migliore pure.
La paura a volte fa brutti scherzi, lo sa bene anche la Fiorentina, che dopo 45′ in cui ha comandato, ha perso foga e spinta nella ripresa e ha vissuto il finale con l’incubo che finisse come con il Torino, quando si fece riacciuffare sul pari. E la stanchezza non c’entra, perché Vanoli ha cambiato 8 uomini rispetto alla Conference, affidandosi davanti al trio Solomon, Kean e Harrison.
Per un tempo la squadra ha seguito lo spartito: 4-3-3, possesso palla, pressing e riaggressione, i viola hanno attaccato con quattro uomini fissi, i tre davanti più Ndour e Brescianini che a turno si inserivano. Azioni manovrate e con tanti tocchi, con Fagioli direttore d’orchestra che gestiva tutti i palloni. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
