La Gazzetta dello Sport esamina in profondità il ko della Fiorentina contro il Como. Questa l’analisi del quotidiano:
Da quel momento, per la Viola che aveva provato a difendere uomo contro uomo, non c’è stato più nulla da fare. Era soltanto questione di tempo: già dopo dieci minuti la Fiorentina si era schiacciata con nove uomini dietro la linea della palla e il solo Piccoli isolato in avanti, stretto nella morsa del Como, sempre più aggressivo e organizzato sotto la guida di Fabregas. L’assedio ha portato al gol del 2-1, anche grazie agli errori di Christensen e di Fortini, quest’ultimo colpevole di aver consegnato il pallone al numero 10 avversario, quasi a certificare la superiorità dei lariani.
La Fiorentina, che forse non ha mai creduto davvero nella rimonta, è progressivamente sparita dal campo, mentre il Como ha legittimato la vittoria con il gol di Morata a tempo regolamentare ormai scaduto. Alvaro, entrato nel finale al posto di Paz per scelta di Fabregas, ha confermato come ai grandi talenti basti poco per essere decisivi: appartiene senza dubbio alla ristretta cerchia degli eletti del pallone.
