Adesso la Fiorentina non solo non sa vincere, ma non sa più anche pareggiare. E il tonfo nella notte di Conference trascorsa in Svizzera, assume un valore morale e psicologico devastante. Non tanto per il computo nei calcoli del girone europeo (la Fiorentina si giocherà l’accesso agli ottavi di Conference ne playoff di fine febbraio), quanto per come la squadra di Vanoli, comunque la si guardi, non ha mordente grinta e spunti per dare una svolta alla stagione horror.
Che Vanoli avesse in testa più l’Udinese (in campionato) che il Losanna, lo si capisce bene rileggendo la formazione titolare. Cosi’ il 3-5-2 di Conference è una girandola di giocatori dal minutaggio molto ridotto rispetto ai titolari della stagione. Le sorprese? Sulla mediana, dove gli esterni sono Kouamè e Kouadio e in mezzo (con Nicolussi e Sohm) c’è Richardson.
Ritmo basso e poche, pochissime idee in chiave viola nella prima mezz’ora con il Losanna che ci crede di più, affonda (Fofana e Roche su tutti) ma è – per fortuna di Dzeko e compagni – assolutamente impreciso nel cercare la finalizzazione.
Sugli spalti si fano sentire i mile tifosi arrivati da Firenze che con cori e striscioni chiedono alla squadra di rispettare la maglia. Insomma la tensione (e la contestazione) rimane alta. I reparti della Fiorentina sono slegati e la difesa va spesso in affanno. Viti rischia l’harakiri, Pongracic è troppo falloso e cosi’ il Losanna continua ad affacciarsi davanti a Martinelli (di Bair l’azione più pericolosa).
Il gioco non c’è in questo turno di Conference e poi ci si mette anche la nebbia che nella seconda parte del primo tempo contribuisce a togliere il ritmo e intensità alla manovra delle due squadre. Si chiude (al 45′) con uno 0-0 che è l’esatta fotografia di quello che Fiorentina (non) hanno fatto per provare a dare una scossa al risultato e alla classifica del gironcino. La nebbia evapora con l’inizio del secondo tempo, quando Kana-Biyik cerca la conclusione a girare e sfiora il palo alla sinistra di Martinelli. La Fiorentina rimane un fantasma e prima del quarto d’ora un’incursione di Kana-Biyik fa nascere la palla giusta per il vantaggio di Sigua (Fortini sbaglia tutto). Quattro minuti e se Martinelli non ci mete una pezza, il Losanna meriterebbe il raddoppio con Lekoueiry. Vanoli è costretto a ricorrere ai big (Kean, Gud, Mandragora) per cercare almeno il pari. Arrivano cosi’ un paio di affondi (Fortini e Kean) senza però la cattiveria e la mira giuste. La notte svizzera si chiude con un tentativo di Sohm e tanto troppo drammatico buio, come riporta La Nazione.
