Oltre a non esserci stato alcun miglioramento tattico, la Fiorentina appare involuta anche sul piano mentale. Lo spogliatoio sembra tutto tranne che unito, nonostante le dichiarazioni palesemente di rito da parte dei protagonisti. E’ lo stesso Vanoli nel dopo partita si lascia andare a uno sfogo:
“A gennaio ci guarderemo in faccia e chi non lotta per la squadra può anche andarsene”.
Il gioco espresso dai ragazzi di Vanoli è come minimo insoddisfacente: mancano le idee, l’attacco non conclude, la difesa traballa. Il concetto di paura su cui fa leva spesso l’allenatore non cambia di una virgola. I calciatori scendono in campo con un atteggiamento prossimo al remissivo. E questo non può che suonare come un ennesimo campanello d’allarme.
Adesso è il momento di prendere una decisione. La società viola deve pessere necessariamente consapevole delle circostanze, e soprattutto delle tempistiche sempre più ristrette. L’ambiente è elettrico, tanto che sarà interessante vedere la risposta dei tifosi domenica pomeriggio, dopo avere riempito in massa lo stadio nell’ultimo incontro di Serie A con l’Hellas Verona venendo delusi dall’ennesimo risultato sconfortante. Sta di fatto che Vanoli ha le ore contate, e sa bene di non potersi permettere un altro passo falso. Perché determinerebbe il suo esonero.
Considerata la formazione iniziale scelta a Losanna, caratterizzata dal turno over, è evidente che la testa di tutti era ed è rivolta al campionato. Non che la Conference League abbia un valore secondario a priori, ma in una circostanza come quella attuale la Fiorentina dovrà fare qualunque cosa in suo possesso per conquistare punti contro l’Udinese. Il rischio è aumentare irreversibilmente la distanza con la zona salvezza anticipando un destino che sembra scritto. A quel punti i viola sarebbero spacciati: non letteralmente più tempo da perdere, scrive Il Corriere dello Sport.
