La storia tra Fiorentina e Juventus è un intreccio lungo e spesso tormentato, fatto di calciatori che hanno attraversato entrambe le realtà lasciando segni profondi, nel bene e nel male. Il simbolo principale di questi trasferimenti è Roberto Baggio, arrivato a Firenze nel 1985 e diventato in cinque anni un simbolo assoluto della città. Nell’estate 1990 viene ceduto alla Juventus contro la sua volontà, una scelta che scatena la rivolta popolare in piazza Savonarola e lascia cicatrici mai davvero rimarginate. Recentemente, in un podcast, Baggio ha ribadito: «Io non volevo andarmene da Firenze, è stato visto come un rifiuto alla Juventus ma in realtà io non volevo andarmene da Firenze, io mi sentivo in debito per quella tifoseria.» Il suo ritorno al Franchi, con il celebre rigore rifiutato e la sciarpa raccolta da terra, rimane uno dei momenti più iconici della storia viola.
Negli anni ’90 arrivano poi tre profili destinati a vivere entrambe le maglie. Moreno Torricelli diventa protagonista della Juventus tra il 1992 e il 1998, per poi passare alla Fiorentina nel 1998, dove garantisce esperienza e grande affidabilità fino al 2002. Angelo Di Livio, perno della Juve campione d’Europa e simbolo della squadra di Lippi, compie nel 2002 la scelta più romantica: ripartire dalla C2 con la Fiorentina dopo il fallimento. La sua leadership accompagna la rinascita viola fino al ritorno stabile in Serie A. Giorgio Chiellini, nel 2004-05, indossa la maglia della Fiorentina in prestito e vive un anno intenso coronato anche da un gol nel 3-3 contro la Juventus, prima di diventare una colonna bianconera per quasi due decenni.
Adrian Mutu approda alla Juventus a metà anni 2000 ma trova davanti a sé mostri sacri come Del Piero, Trezeguet e Ibrahimović. A Firenze vive invece la fase più esaltante della sua carriera: talento, gol e una connessione speciale con l’ambiente viola che lo trasformano in un idolo della gestione Prandelli.
Nel 2008-09 arriva Felipe Melo, protagonista di una grande stagione con la Fiorentina, tanto da convincere la Juventus a pagarlo 25 milioni nell’estate successiva. In bianconero però il centrocampista vive un flop totale, rendendo quell’operazione uno dei migliori affari economici della storia recente viola.
Si passa poi all’epoca dei talenti cresciuti in casa, con Federico Bernardeschi che parte dalle giovanili e arriva fino ad ottenere la maglia numero 10 della Fiorentina. Nel 2017 passa alla Juventus per 45 milioni, trasferimento molto discusso e mai realmente ripagato dalle sue prestazioni in bianconero.
Federico Chiesa segue un percorso in parte simile: nato calcisticamente a Firenze, vive una lunga estate di tensioni nel primo anno di Commisso. Celebre l’episodio a New York di Joe Barone con Chiesa che non voleva scendere dall’autobus perché desideroso di andare alla Juventus. Verrà ceduto un anno dopo per circa 40 milioni.
Juan Cuadrado, arrivato a Firenze e diventato protagonista del leggendario 4-2 sulla Juventus, si trasferisce al Chelsea nel gennaio 2015 per poi tornare in Italia sei mesi dopo proprio in bianconero. Per i tifosi viola resterà legato soprattutto alle sue accelerate devastanti e alle notti magiche vissute in maglia viola.
Dusan Vlahović è la ferita più recente e profonda. Cresciuto a Firenze e diventato uno dei centravanti più esplosivi d’Europa, segna 33 gol in un anno solare prima che i problemi legati al rinnovo portino alla cessione. A gennaio 2022 la Juventus lo acquista per 80 milioni di euro, cifra record per un mercato invernale in Italia.
Moise Kean, dopo anni di alti e bassi alla Juventus, trova a Firenze la sua miglior versione recente, chiudendo la sua prima stagione in viola con 24 reti stagionali.
Nicolò Fagioli, giovane promessa frenata da problemi extracampo, approda alla Fiorentina lo scorso gennaio in cerca di un rilancio che Firenze potrebbe offrirgli.
Infine Nicolás González, uno dei simboli della Fiorentina di Italiano, viene ceduto alla Juventus per circa 40 milioni. La sua esperienza in bianconero si rivela un flop totale e dopo una sola stagione lascia Torino, ricordando ancora una volta quanto l’ambiente viola sappia esaltare giocatori che altrove faticano.
Tra i doppi ex meno rilevanti abbiamo: Neto, Valeri Bojinov, Marko Pjaca, Amauri, Fabio Quagliarella, Luca Toni, Christian Vieri e infine Nicolussi Caviglia.
Dai tempi di Baggio fino alle vicende più recenti, la storia dei doppi ex tra Fiorentina e Juventus è un viaggio attraverso passioni contrastanti, scelte difficili e qualche inevitabile tradimento. Un filo continuo che alimenta, stagione dopo stagione, una delle rivalità più calde e affascinanti del calcio italiano.
