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Corriere Fiorentino: “Vanoli è finito sotto processo. Il ritorno a tre dietro scelta condivisa con Paratici”

Firenze, Stadio Franchi, 05.12.2025, Fiorentina-Udinese, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Vanoli è finito sotto processo. Il ritorno a tre dietro scelta condivisa con Paratici”

Redazione

4 Marzo · 08:54

Aggiornamento: 4 Marzo 2026 · 08:54

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Una domanda tormenta i tifosi: perché?

Una domanda tormenta i tifosi della Fiorentina: perché? Perché dopo 18 punti in 11 partite giocate con la difesa a quattro Vanoli ha (ri)strambato verso la linea a tre? E perché buttar dentro Rugani, appena guarito da un fastidiosissimo infortunio al polpaccio e fermo praticamente da tre mesi? E poi ancora. Perché non intervenire almeno a gara in corso, magari all’intervallo, visto che il primo tempo bastava per rendersi conto che il piano si era rivelato sbagliato? Dubbi leciti, ai quali nessuno ha dato ufficialmente risposta. Anzi. Quanto detto nel post gara di Udine semmai è servito per alzare ulteriormente il livello della tensione. «Il problema non è il modulo — spiegava l’allenatore viola — i giocatori devono farsi un esame di coscienza perché a far la differenza è l’atteggiamento». 

Parole dure, che fanno il paio con quelle (molto discusse e criticate ieri dai tifosi su social, radio e siti web che si occupano di Fiorentina) oggettivamente strane di capitan De Gea. «Il primo gol? — ha risposto a chi gli chiedeva spiegazioni riguardo alla sua mancata uscita — Può darsi abbia sbagliato qualcosa ma prima o poi lo avremmo preso comunque». Un intervento non proprio da leader anche se resta il dubbio su quale fosse il suo obiettivo: ce l’aveva col tecnico, con i compagni, o con tutto il gruppo? 

Di certo c’è che situazioni come questa non aiutano in un momento nel quale, al contrario, ci sarebbe bisogno di compattezza, serenità e (soprattutto) certezze. E così torniamo alle scelte del tecnico. 

In tanti ieri si chiedevano se l’idea di tornare a tre dietro fosse stata condivisa con Paratici e la risposta (anche se qualche altro spiffero dal Viola Park racconta di una soluzione praticamente mai provata e decisa, all’ultimo, sabato sera) è sì. O meglio. Per cultura il direttore non imporrà mai e poi mai alcuna decisioni al suo allenatore, né si lascerà sfuggire pensieri che possano in qualche modo indurre il mister a prendere strade diverse rispetto a quella suggerita dalle sue convinzioni. 

Detto questo, le riflessioni che hanno spinto Vanoli in quella direzione partono dal momentaccio di Comuzzo e Fortini (nessuno dei due in questo momento garantisce alto rendimento), passano dall’assenza di Solomon e arrivano alle considerazioni sull’avversario. Perché l’Udinese con Zaniolo e Davis attacca principalmente al centro e, in teoria, con i tre centrali ci sarebbe stata più protezione. 

Certo, non ci vuol molto a capire che il piano non sia andato come previsto. Anche perché, e veniamo ad un’altra delle domande, Rugani è stato letteralmente travolto. Come mai l’ex Juventus titolare? Perché deve trovare la condizione e, per trovarla, deve necessariamente giocare. 

È questa, pare, la motivazione. Molto più banale (purtroppo) la risposta a chi si chiedeva come mai, sul 2-0, Vanoli non abbia rischiato le due punte ma abbia tirato fuori Kean. Moise infatti contro lo Jagiellonia ha preso una forte botta alla tibia e a Udine è stato nuovamente toccato duro. Niente di muscolare o di collegabile alla caviglia malconcia, per fortuna, ma il gonfiore c’è e soltanto nel giro delle prossime 24-36 ore si capirà se domenica, col Parma, potrà partire dall’inizio. Nel frattempo, nonostante un (comprensibile) fastidio, è Paratici a farsi carico della crisi. 

Il ds non molla di un centimetro l’allenatore e resta fermo sulle sue convinzioni. Una: ci sarà da soffrire (parecchio) fino alla fine. Due: avanti con Vanoli. Tre: se ne esce solo stando uniti. Ricetta se vogliamo semplice ma del resto, in momenti come questi, avrebbe poco senso andare a caccia di chissà quale pozione magica. Lo riporta il Corriere Fiorentino. 

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