Magari ha sbagliato la formazione contro il Como, in Coppa Italia, ma Paolo Vanoli ha centrato il punto: la Fiorentina non sa soffrire. Una squadra scombiccherata a cui manca la personalità e ancora di più l’amor proprio. Otto sconfitte in casa, le ultime due con il Cagliari e con gli scatenati discepoli di Fabregas, hanno ricacciato la Viola dentro all’incubo, azzerando i benefici dei quattro risultati utili consecutivi. L’allenatore ha migliorato la condizione fisica del gruppo, ma se vuole salvare la sua fragile creatura deve riuscire a fare ancora uno step fondamentale: scacciare dalla mente dei giocatori la sottile presunzione che in campo si trasforma in superficialità.
La Fiorentina non riesce a calarsi sino in fondo nella realtà della sua complessa stagione. Un male grave. Da curare in fretta. Il calcio è cambiato e, specialmente in Italia, è diventato molto equilibrato. La differenza sta nella capacità di rimanere dentro le partite negli inevitabili momenti di sofferenza. La voglia di non prendere gol. Nelle sedici tappe della gestione Vanoli soltanto una volta i viola hanno tenuto la porta chiusa, in casa con la Cremonese. Nelle sette trasferte con il nuovo allenatore, compresa una in Conference, hanno subito 12 reti, alla media sconfortante di quasi due ogni novanta minuti. Così salvarsi è come scalare l’Everest.
Il Napoli, appena sbattuto fuori dalla Champions, è una squadra stanca e decimata dalle assenze, che però conserva lo spirito guerriero del suo allenatore. Conte, precipitato al quarto posto, deve fare i conti con la necessità improrogabile di dare una sterzata a una stagione che sta prendendo una brutta piega. Lo scudetto è lontano 9 punti e contro l’amico Vanoli ha un solo risultato a disposizione.
Gli azzurri hanno vinto solo una delle ultime sette partite giocate e mercoledì hanno speso moltissime energie per cercare l’impresa con i campioni del mondo del Chelsea. Ma ci metteranno l’anima per cambiare il vento. La Fiorentina dovrà limitare gli errori. Per uscire indenne dal Maradona, dove il Napoli in campionato non perde da oltre un anno, servirà l’attenzione che non abbiamo visto con i titolari contro il Cagliari e con le riserve contro il Como. La voglia di soffrire per rimanere in piedi. Cento minuti senza cali di tensione. Quello che deve fare una squadra per essere degna di tale nome. Non bastano le qualità tecniche, servono quelle morali. I motivi per cui la Viola è ultima negli scontri diretti sono evidenti. Non è grave uscire dalla Coppa Italia, è grave come è successo.
La squadra si scioglie troppo spesso alle prime difficoltà senza la voglia di andare oltre i propri limiti. A Napoli dovrà tirare fuori l’atteggiamento di Bologna altrimenti sopravvivere sarà impossibile. Non è più tempo di fare i calcoli: la corsa sta entrando nel vivo e bisogna provare a fare punti in ogni occasione, anche contro le migliori. Vanoli è cresciuto con Conte e oggi ha l’occasione di dimostrare al suo maestro di essere diventato grande. E, insieme alla sua banda, può dare un messaggio a Firenze: la Fiorentina non è quella delle ultime due partite. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
