Corriere Fiorentino su Gosens: “Il divario con la scorsa stagione è tangibile: uno dei principali rimpianti”
Non solo in Serie A, trend negativo anche in Conference
Dalla Lazio alla Lazio: il sigillo messo a segno da Robin Gosens nella serata di ieri racchiude in sé anche un profondo valore simbolico. Le ragioni sono essenzialmente due: da un lato il tedesco ha ritrovato un gol atteso dalla gara d’andata giocata all’Olimpico lo scorso gennaio, e in secondo luogo perché la rete segnata al Franchi ha posto fine a un digiuno casalingo che per l’ex Atalanta si protraeva da quasi un anno, dal 3-0 alla Juventus del 16 marzo 2025.
Gosens ha conservato nel suo percorso in viola una chiara predilezione per i grandi palcoscenici, avendo colpito Juventus, Milan e in due circostanze proprio la Lazio dal suo arrivo a Firenze, ma sebbene il totale sia salito a 11 reti in due stagioni mal contate, la forbice di rendimento tra la prima e la seconda annata appare fin troppo evidente. Nel 2024-25 Gosens si era imposto come leader emotivo e finalizzatore aggiunto con sette reti, guadagnandosi tre chiamate nella Germania di Nagelsmann tra ottobre 2024 e giugno 2025; la sconfitta con il Portogallo di dieci mesi fa è però rimasta la sua ultima apparizione internazionale.
Di contro, nelle difficoltà collettive, la stagione 2025-26 è stata a dir poco tortuosa anche per lo stesso Gosens: l’annata, iniziata con 4 punti nelle prime 9 giornate, si è poi ancor più complicata per la una lesione al retto femorale della coscia sinistra che lo ha tenuto ai box per due mesi, facendogli saltare sette turni di serie A. Rientrato col Parma, Gosens ha potuto festeggiare la sua prima vittoria in campionato dal campo solo il 4 gennaio contro la Cremonese.
Anche in Conference il trend è stato negativo: dopo aver saltato buona parte della fase campionato, Gosens è rimasto a secco di gol, un dato in controtendenza rispetto al bottino da tre reti e tre assist dello scorso anno. Il divario è tangibile: Gosens non è mai riuscito a riappropriarsi totalmente della versione di sé ammirata lo scorso anno, tanto nella tenuta difensiva quanto nella capacità di accompagnare l’azione con continuità. E questo, nella sofferta stagione viola, resta uno dei principali rimpianti. Lo riporta il Corriere Fiorentino.