Tra i chiari saliscendi nella stagione del Crystal Palace un elemento era arrivato intatto al fischio d’inizio della gara con la Fiorentina: la qualità sulle corsie, ieri occupate da Munoz (preferito a Johnson) e Sarr a destra e Mitchell e Guessand a sinistra. Forse, però, neanche il tecnico Glasner avrebbe mai immaginato una partita come quella che si è palesata ai lati del rettangolo verde di Selhurst Park.
Errori, sbavature, letture infelici: sopratutto nella prima frazione viola si è visto di tutto, con un contributo significativo per le fortune della formazione del sud di Londra. E, nella fattispecie, sotto la lente di ingrandimento è finito Dodò, il cui rientro in campo dopo l’indisponibilità di Verona ha dato esiti decisamente al di sotto delle aspettative. Sugli episodi chiave dei primi 45 minuti, infatti, non sono poche le responsabilità del giocatore, peraltro palesatosi in avanti con la sua prima proiezione solo a inizio ripresa.
Se il pallone perso dai gigliati nell’occasione dell’1-0 è di per sé indigesto, sulla transizione difensiva la scivolata del brasiliano su Guessand è ben oltre il consentito. Oltre al danno, la beffa, visto che, in virtù del giallo ricevuto nella circostanza, lo stesso Dodò (migliorato nella ripresa, con un paio di corse sulla fascia interessanti) sarà costretto a saltare il ritorno di giovedì per squalifica. Non è andata meglio a sinistra, anzi, con Gosens, chiamato a fronteggiare un Munoz come di consueto estremamente ispirato: l’ex Genk, infatti, nella prima frazione di gioco ha collezionato tre passaggi chiave e ha impensierito la difesa viola con le sue continue iniziative, anche attaccando l’area di rigore.
La Fiorentina lo ha scoperto a proprie spese, visto che da una diagonale offensiva del colombiano è nato poi il gol di Mitchell; anche in tale occasione, peraltro, la cura del dettaglio di Dodò non è stata ottimale, visto che a tenere in gioco Munoz è stato proprio lui. Le difficoltà, insomma, si sono palesate proprio lì dove risiedeva il punto di forza delle Eagles, proprio dove la Fiorentina non è riuscita a trovare le contromisure per contenere i propri avversari. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
