Il giornalista Stefano Cappellini parla ai microfoni di Radio Firenze Viola dopo la partita in casa della Fiorentina contro il Bologna. Queste le sue parole:
“Ieri è stata una partita pazza, ma è stata una partita tra una squadra di calcio e una squadra che ancora non esiste, che non ha ne capo ne coda. A prescindere dal risultato, la partita poteva veramente finire molto peggio, come dice De Gea, ma al di là del risultato la prestazione è stata molto scadente, il confronto con il Bologna è stato impietoso, anche se fosse finita anche con una vittoria viola. Il Bologna è una buona squadra, ma non è una squadra di primissima fascia, noi sembriamo degli amici che si riuniscono per il calcetto e indossano la stessa maglia, la sensazione purtroppo è questa. Uno può aggrapparsi a molte cose ma quello che conta è ciò che abbiamo visto, cioè una squadra che fa acqua da tutte le parti, senza identità e se continua così vincerà poche partite. Se non interveniamo in qualche modo saremo destinati ad una brutta posizione in classifica, sperando lontano dalla zona retrocessione almeno. La partita di ieri l’abbiamo persa nel confronto. Abbiamo visto mosse disperate per salvare la situazione, Pioli ha messo Sabiri, ad esempio, che era completamente fuori dai radar e infatti è stato autore di due azioni pericolose perchè ha concesso l’azione del terzo gol del Bologna e quasi concesso un rigore a sfavore.
Il problema a livello societario è evidente, il presidente in questo momento è lontano, per le ragioni più varie, non aiuta questa cosa perchè non si sa chi dovrebbe intervenire, anche perchè per me sostanzialmente Pradè si è dimesso. Comunque la questione sarebbe quella di decidere su Pioli, nonostante io sia sempre stato convinto che fosse la scelta giusta adesso non lo so più, mi domando anche quale sia il confine tra i problemi che l’allenatore non riesce a risolvere e quelli che lui stesso crea, perchè non è assolutamente una squadra che possa avere quattro punti dopo 8 partite. Ad un certo punto, lo dico con dispiacere, la società dovrà tirare le somme perchè in questo momento non riesce a guidare la squadra.
Ieri De Gea è stato molto chiaro, in serie A non è facile battere nessuno: anche Lecce e Genoa sono squadre che fanno paura se scendiamo in campo con questa pochezza, e saranno proprio queste a determinare il destino di Pioli. La squadra non può andare avanti così; purtroppo ci sono pochi giocatori che danno l’impressione di voler fare qualcosa in più, ieri Fortini per esempio è stato uno dei pochi che quando prendeva il pallone non si limitava al compitino, persino Sabiri, nonostante gli errori; è come se i titolari non riuscissero a fare altro che un compitino scolastico, a parte Kean che rimane sempre da solo. L’iniziativa di Fortini mi ha sorpreso perchè non se ne vede molta nella rosa. A mio giudizio c’è un problema psicologico importante nella squadra, non c’è autostima e non crede nelle proprie potenzialità, forse non crede fino in fondo neanche nei dettami dell’allenatore. E’ molto preoccupante che i giocatori non riescano a fare ciò che dovrebbe essere naturale, prendere e puntare la porta”.
