Nel corso di un’intervista realizzata da Cosimo Bartoloni per Cronache di Spogliatoio, Gabriel Batistuta è tornato sui suoi inizi, quando ancora non era il “Re Leone” conosciuto da tutti.
“I miei primi soprannomi erano Gordo Camion e Gringo”, ha raccontato. “Quando Marcelo Bielsa mi vide per la prima volta al Newell’s Old Boys, al primo allenamento mi disse subito: ‘Così non puoi giocare’. Pesavo circa 89 chili e da lì è iniziata una dieta rigidissima. Ho sofferto molto, perché non sapevo nemmeno cosa significasse allenarsi tutti i giorni, né cosa volesse dire seguire una dieta per giocare a calcio. Per me l’allenamento era solo sofferenza”.
Batistuta ha poi spiegato come quell’esperienza lo portò addirittura ad allontanarsi dal calcio: “Era diventato un lavoro che non mi piaceva per niente, per questo sono scappato”.
Fondamentale, però, fu l’intervento di Jorge Griffa: “È tornato a prendermi e mi ha convinto a riprovarci. A quel punto mi sono detto: se quest’uomo vede qualcosa in me, forse è vero. Lì ho cambiato mentalità: ho cercato di capire l’allenamento, di viverlo come un momento per imparare e non come una sofferenza”.
Da quel momento in poi tutto è cambiato: “Dopo quell’episodio non ho più sofferto l’allenarsi, né la stanchezza né i dolori”.
