Nel suo fondo sul Corriere dello Sport, Alberto Polverosi analizza senza troppi giri di parole la vittoria della Fiorentina a Verona, sottolineando come il successo porti soprattutto due firme.
“Alla Fiorentina sono bastati due giocatori, David De Gea e Nicolò Fagioli”, scrive il giornalista, evidenziando come il contributo del resto della squadra sia stato decisamente limitato: “Di tutti gli altri sarebbe opportuno non parlare, visto il poco o quasi nulla dato per arrivare alla terza vittoria nelle ultime quattro trasferte”.
Un dato, quello del rendimento esterno, che secondo Polverosi merita una riflessione: lontano dal Franchi la squadra di Vanoli sembra avere tutt’altro passo. Allargando lo sguardo anche alla Conference League, infatti, i viola hanno raccolto cinque vittorie nelle ultime sei gare fuori casa.
A Verona, però, si salva soprattutto il risultato: “I tre punti spingono la Fiorentina oltre i propri meriti, e anche parecchio, ma soprattutto la allontanano ancora dalla zona retrocessione”. Un successo che vale il sorpasso sul Cagliari e il quindicesimo posto.
Meriti riconosciuti anche a Vanoli, capace di risollevare una squadra che aveva trovato in piena difficoltà: “Ha preso i viola in fondo alla classifica e li ha portati fuori dal caos”.
Molto più severo il giudizio sul resto: “Quanto al gioco, alla continuità e alle certezze tecniche, conviene lasciar perdere”.
Infine, l’analisi dei singoli, con Fagioli promosso come migliore in campo e una lunga lista di insufficienze: “Harrison inutile sulla fascia, Fabbian non pervenuto, Ndour incerto. Kean rimasto a Zenica, Gosens timido, Comuzzo disorientato, Gudmundsson altalenante fino all’espulsione. Piccoli sempre anticipato e mai capace di tenere palla”.
