11 Aprile 2026 · Ultimo aggiornamento: 14:04

Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
Galli: “Vanno fatti giocare gli italiani in A. Settore giovanile della Fiorentina? Un esempio, merito di Barone”

Rassegna Stampa

Galli: “Vanno fatti giocare gli italiani in A. Settore giovanile della Fiorentina? Un esempio, merito di Barone”

Redazione

3 Aprile · 08:54

Aggiornamento: 3 Aprile 2026 · 08:54

Condividi:

"La legge Bosman si può limitare"

Galli, lei in carriera ha fatto di tutto. Giocatore ad altissimi livelli, allenatore, dirigente, osservatore e responsabile dei settori giovanili.

Che idea si è fatto delle dimissioni del presidente federale Gravina?

«Erano inevitabili. Personalmente era già qualche anno che dicevo che un cambiamento sarebbe stato da prendere in considerazione. Per le persone, ma soprattutto per le riforme».

Come si curano i mali del calcio italiano?

«Il lavoro da fare è enorme, non c’è una sola cosa che risolve i problemi. A livello professionistico dobbiamo trovare la strada per tenere in campo più italiani possibile, a livello di base servirebbe stravolgere la mentalità che c’è adesso: gli istruttori devono aiutare i ragazzi a crescere e a far maturare il talento, mentre oggi sono gli allenatori che sfruttano i ragazzi per ottenere i risultati e fare carriera».

Si spieghi meglio.

«La tattica e la corsa nei settori giovanili sono al centro di tutto. Ne parlavo con Del Piero tempo fa: il talento ormai è quasi un accessorio. Io invece penso che a livello di scuola calcio bisogna esaltare il controllo di palla, il passaggio, il divertimento. E questo senza ingabbiare i bambini in ruoli specifici, anche perché cambiare ruolo a quell’età permette di sviluppare meglio il senso del gioco. Quando ero responsabile del settore giovanile dell’Affrico per rifondare il club cominciai proprio scegliendo istruttori di calcio qualificati».

A giugno ci saranno le elezioni in Figc. Maldini sarebbe l’uomo giusto per ripartire?

«Ha competenze manageriali e ha provato sulla propria pelle cosa significhi giocare ad alti livelli. Su quella poltrona ci deve stare un’eccellenza, non un amico dell’amico o un manager figlio della politica».

Il ministro Abodi insiste sul concetto di fare in modo che più italiani vadano in campo. Soprattutto in serie A.

«La pallavolo lo fa già in campionato. Giocano in 6 e 3 devono essere italiani. A volte basta copiare. La sentenza Bosman dice che non si può impedire la circolazione degli stranieri, ma la si può limitare. Nelle nostre Under ci sono calciatori validi, ma poi quando si arriva al momento di metterli in campo tra i grandi non giocano: in B per esempio vedo Liberali, un talento puro. Eppure ha dovuto andare a Catanzaro per provare a emergere».

La Fiorentina in questo senso è in controtendenza.

«Merito di Joe Barone, che disse subito “basta comprare talenti in mezzo mondo, creiamoceli qui, a km 0”. Il settore giovanile viola è un esempio di come si dovrebbe fare e i risultati arriveranno presto. Basta avere pazienza e aiutare i talenti: Comuzzo per esempio sembrava il nuovo Vierchowod e ora è criticato. I compagni, il club, gli allenatori devono aiutare i ragazzi a maturare. Con me successe lo stesso: esordii nella Fiorentina che eravamo ultimi, ma non ho mai sentito pressione, non mi sono mai sentito giudicato. E questo contesto mi ha permesso di crescere con calma». Lo scrive il Corriere Fiorentino.

 

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Testata giornalistica | Autorizzazione Tribunale di Firenze n.6004 del 03/11/2015
Edimedia editore | Proprietario: Flavio Ognissanti | P. IVA: IT04217880717
CHI SIAMO

© Copyright 2020 - 2026 | Designed and developed by Kobold Studio